Comuni confinanti, Martinazzoli (LN) replica a Farisoglio

Il Comitato, in base al regolamento, approva i progetti proposti dal territorio in accordo con Regione Lombardia

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Donatella Martinazzoli - www.bsnews.it
Donatella Martinazzoli - www.bsnews.it
“Come sempre gli esponenti del PD si dimostrano abili a travisare la realtà per gettare fumo negli occhi dei cittadini.”
Lo afferma il Consigliere Regionale della Lega Nord Donatella Martinazzoli, replicando al Sindaco di Breno intervenuto nel dibattito politico apertosi in questi giorni in merito ad una possibile annessione al Trentino di alcuni comuni della Valcamonica.
“Le affermazioni di Farisoglio – continua – non hanno alcun fondamento. La gestione del Fondo dei Comuni Confinanti (nato grazie ad una iniziativa della Lega Nord che traeva spunto dall’esperienza del finanziamento dei comuni di confine introdotto grazie alla legge Molgora/Caparini del secondo governo Berlusconi) infatti ha in Regione Lombardia un attore fondamentale. Il Comitato, in base al regolamento, approva i progetti proposti dal territorio in accordo con Regione Lombardia e presentati al comitato stesso con il parere vincolante della regione. Questo cambio di passo è stato voluto proprio da Regione Lombardia che, insieme alla Provincia di Bolzano, ha proposto una modifica legislativa perché insoddisfatta della precedente gestione in cui, essendo la presidenza di nomina governativa, la regione non aveva alcun ruolo proponente, e che, oltre a prevedere che i  progetti venissero scelti con bandi riservati solo ai comuni confinanti, si caratterizzava per un ritardo nell’erogazione dei fonti di almeno due anni.
L’attuale gestione invece, fortemente voluta da regione Lombardia, paga puntualmente e destina il 75% delle risorse a progetti di ampio respiro che interessano anche i territori dei comuni contermini e che hanno anche valenza trans-provinciale o sovra-provinciale. In Valcamonica ad esempio ricordo il finanziamento del Parco dello Stelvio.
Al PD ricordo inoltre che il residuo fiscale del Trentino è prossimo allo zero (+0,7 miliardi di euro), mentre quello della Lombardia raggiunge i 54 miliardi di euro annui. A parità di trattamento quindi, la nostra Regione sarebbe nelle condizioni di garantire ingenti risorse non solo ai territori montani ma a tutti i territori. Basti pensare che in Lombardia il residuo fiscale pro-capite (neonati e ultracentenari compresi) ammonta a circa 5.400 euro annui; con riferimento alla sola Valle Camonica, azzerando il residuo fiscale, si avrebbe disponibilità di oltre 75 milioni di euro da spendere ogni anno. E proprio questo  – conclude l’esponente del carroccio – è lo scopo del referendum per l’Autonomia che si terrà il prossimo 22 ottobre”

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