Straniero spacca la caviglia a un poliziotto. Il Sap: agenti carne da macello

Uno straniero ha aggredito gli agenti che gli hanno chiesto i documenti dopo che l'hanno sorpreso in una proprietà privata: un poliziotto è finito in ospedale con la caviglia rotta

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Uno straniero ha preso a calci e pugni gli agenti che gli hanno chiesto i documenti dopo che l’hanno sorpreso in una proprietà privata. Un poliziotto è finito all’ospedale con una caviglia rotta (21 giorni di prognosi), mentre la collega è stato giudicata dai medici guaribile in cinque giorni.
L’ennesimo episodio di violenza ai danni di un agente (che segue a quello del poliziotto preso a morsi in Stazione) ha suscitato lo sdegno del sindacato di Polizia Sap, guidato nel Bresciano da Paolo Faresin.
“Questa settimana – scrive Faresin in una nota – è toccato ad un poliziotto della Squadra Volante, il quale con la sua collega, era stato inviato dalla Centrale Operativa della Questura ad intervenire per l’intrusione di un cittadino extracomunitario in una proprietà privata nei pressi di un locale notturno. L’extracomunitario, individuato dal custode, non voleva uscire dalla proprietà privata e all’arrivo della pattuglia della Polizia alla richiesta dei documenti per l’identificazione reagiva aggredendo i poliziotti sferrando pugni in faccia e e scalciando”.  Finché, “con non poche difficoltà, è stato arrestato per resistenza a pubblico Ufficiale”.
“L’ennesima aggressione ad un agente di polizia, questa volta con conseguenze ben più gravi – si legge nel comunicato stampa – rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme sulle condizioni in cui versa l’intera gestione della sicurezza nel capoluogo: sono necessari più uomini e soprattutto leggi adeguate alla tutela del cittadino e delle forze dell’Ordine. Tutto ciò deve essere una priorità assoluta del governo per arginare questa deriva che sta creando non pochi problemi alla provincia Brescia. Non si possono più tollerare situazioni del genere nel rispetto della parola giustizia. Le forze dell’Ordine – conclude Faresin – non sono carne da macello”.

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