Uova e Fipronil, un’innovazione di stampo bresciano previene la contaminazione

L’intuizione è del bresciano Sergio Metelli, collaboratore della società agricola Agrimosaico di Calcio

0
Uova e Fipronil - www.bsnews.it
Uova e Fipronil - www.bsnews.it

Un sistema innovativo che consente di trattare gli impianti avicoli impiegando il 70% in meno dei prodotti chimici normalmente utilizzati. L’intuizione – che si aggiunge a quelle già esistenti come l’ozonoterapia – è del bresciano Sergio Metelli, che si è affidato alla startup bresciana Isinnova, fondata dall’ingegner Cristian Fracassi, per il brevetto e la consulenza strategica. Un argomento di massima attualità, se consideriamo che la vicenda del Fipronil, l’insetticida usato in veterinaria contro i parassiti, sta tenendo con il fiato sospeso il mondo dell’agricoltura e di conseguenza i consumatori.

“Lavorando in questo settore mi sono accorto della mole di lavoro necessaria a trattare gli impianti e di come i prodotti chimici fossero una voce di spesa importante – sottolinea Metelli –. Riflettendo sulle problematiche legate al trattamento e sul come risolverle, ho creato un dispositivo utilizzabile per la disinfestazione da parassiti e la disinfezione pre-accasamento negli impianti per galline ovaiole, senza bisogno di andare ad aggiungere strutture extra. L’ho pensato sulla base delle mie esigenze e che fosse il più possibile semplice da usare”.

Che risultati sono stati raggiunti? “Rispetto all’anno precedente ho utilizzato circa il 70% di prodotti chimici in meno – continua Metelli – e ho ridotto di molto le ore di manodopera, al punto che ora se ne può occupare un operatore da solo. Inoltre ho diminuito il numero di uova destinare alla sgusciatura, senza nessuno stress per l’animale, non avvertendo flessioni sulla produzione e aumentando la resa dell’impianto”.

Quali le prospettive? “L’idea è quello di cedere il brevetto ad un grosso gruppo della filiera ovaiola – conclude Metelli –, perché gestendo molti allevamenti ne trarrebbe il maggior beneficio, risparmiando su prodotti chimici e aumentando la resa della filiera. Potrebbero essere interessati anche quelli che realizzano gli impianti per gli allevamenti, perché potrebbero fornire ai clienti strutture già dotate di questo dispositivo”.

“Quando si parla di tematiche legate all’alimentazione, una delle prime cose che desidera il consumatore è la sicurezza – commenta Fracassi –. Le uova contaminate dal Fipronil, ma anche i polli alla diossina, la mucca pazza, le contraffazioni di olio e vino hanno spinto il consumatore a diffidare con sempre maggior frequenza di ciò che si trova nel carrello e nel piatto. Questo tipo di invenzioni, invece, non fanno altro che promuovere la sicurezza alimentare, che ha evidenti e proficue ripercussioni su tutta la linea produttiva”.

Comments

comments

LEAVE A REPLY