Videogiochi, un futuro in stile Netflix

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Videogiochi. Fonte: Pexels.net
Videogiochi. Fonte: Pexels.net

Ogni anno sviluppatori, esperti e videogiocatori si interrogano su quali saranno le tendenze future del mondo dell’intrattenimento video ludico. In un momento in cui le televisioni possono connettersi alla rete con una semplice app e smartphone sempre più potenti invadono il mercato, ci si chiede quale sarà il destino delle console e delle modalità di gioco single player. Tutti gli esperti sembrano concordare su un assunto di base: il futuro passa dallo streaming.

Il mondo dei programmi TV e dei telefilm è già cambiato da tempo grazie a piattaforme come Netflix. I videogiochi tradizionali hanno resistito più a lungo ma sembrano avviati anch’essi lungo la via dello streaming. È quanto sostiene con forza uno dei personaggi di spicco del mondo del gaming, il vicepresidente per le relazioni con gli azionisti di Electronic Arts, Chris Evenden. Durante un’intervista in occasione della Deutsche Bank Technology Conference, ha parlato di questo nuovo trend: “Penso che sia inevitabile che il mondo dell’intrattenimento videoludico si muoverà nella stessa direzione di film e musica, nel senso che le persone si sono spostate da un modello di proprietà a uno di accesso. E lo vedremo anche nei videogiochi, proprio come lo abbiamo in altri settori”.

Una tendenza già in atto grazie a servizi come Playstation Now, dove l’utente non ha accesso locale ai contenuti ma gioca in diretta online, e Steam, piattaforma dove è possibile acquistare giochi senza avere il supporto “fisico”. Si va verso un modello di accesso in cui le console avranno un peso sempre minore a vantaggio di altri supporti in grado di garantire le stesse prestazioni con velocità di connessione alla rete maggiori. Un trend che alcuni dei maggiori operatori del mondo del gaming hanno già intuito e iniziato a sfruttare. PokerStars Casino è stata una delle prime realtà a puntare sullo streaming dal vivo dei propri giochi di casinò e ha sviluppato una delle offerte più ricche presenti sul mercato.

Streaming e gaming. Un binomio dagli indubbi vantaggi sia per gli appassionati che per i produttori. Giocare così sarebbe sicuramente più economico. Abbonamenti come Xbox Game Pass e EA Access si muovono già in questa direzione, ossia nell’offrire un noleggio dei titoli a tempo indeterminato con spese estremamente ridotte.

Attenzione però a dare per morti i supporti fisici e le console di gioco. Basta dare un’occhiata ai dati dei principali mercati mondiali dell’intrattenimento. È innegabile che servizi di streaming come Amazon Prime, lo stesso Netflix, Playstation Now abbiano ridotto le quote di mercato di DVD, CD musicali e console. Ma non le hanno cancellate. Nel Regno Unito le vendite del retail relative allo scorso anno parlavano di una diminuzione del 14,9% e di un aumento della spesa per lo streaming del 15,9%. Un mercato fisico che vale ancora più di due milioni di sterline. Discorso analogo per gli Stati Uniti dove nel 2016 i consumatori hanno speso il 23% in più per abbonamenti ai servizi streaming e il 10% in meno per DVD, Blu-Ray e CD.

Lo streaming ha senz’altro mutato gli equilibri del mercato dell’intrattenimento ma non siamo ancora arrivati al punto di non ritorno. Le console e gli altri supporti fisici troveranno spazio nelle nostre case per gli anni a venire.

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