Allenatore accusato di abusi sulla figlia minore: il pm chiede otto anni

La ragazzina ha accusato il padre di averla vilentata per anni, ma la sua attendibilità è ancora al vaglio dei giudici

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Sesso e minori, un'altra indagine a Brescia
Sesso e minori, un'altra indagine a Brescia

Ha chiesto otto anni e sei mesi di carcere la pubblica accusa nel processo nei confronti di un 36enne, allenatore di calcio, accusato di aver ripetutamente violentato la figlia minorenne.

Il caso era scoppiato qualche mese fa, su segnalazione della professoressa di italiano della giovane. La ragazzina, infatti, in un tema aveva raccontato la storia di una giovane abusata dal padre, spiegando poi di essere stata vittima di violenze in famiglia per ben quattro anni. Episodi di cui – pare – in famiglia non si era accorto nessuno.

Per queste accuse l’uomo è agli arresti domiciliari, mentre la figlia – non ancora maggiorenne – è stata allontanata da casa in via precauzionale e si trova in una comunità protetta.

La giovane ha confermato le accuse in tribunale, pur ribadendo l’affetto per i genitore. Ora i  giudici avranno il difficile compito di fare chiarezza sulla veridicità di quanto detto dalla ragazza, che – secondo gli esperti nominati dal tribunale – “ha qualche disturbo della personalità che porta a racconti non sempre conformi alla realtà”. Dubbi su quanto detto dalla giovane sarebbero stati manifestati anche da altri familiari.

Il caso non è da confondere con uno, più recente, che ha suscitato molto più scalpore, con il titolare di una palestra di Lonato e istruttore di arti marziali accusato di rapporti sesuali con diverse delle sue alunne minorenni. Nè, tanto meno, con il caso dell’allenatore 25enne accusato di masturbarsi davanti ai ragazzini negli spogliatoi qualche anno fa.

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