Omicidio Raccagni, nessuno sconto di pena per gli assassini

Sono state confermae le condanne per i tre responsabili del furto conclusosi con l'omicidio preterintenzionale del salumiere di Pontoglio

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La sentenza
La sentenza

Sono state confermare in Cassazione le condanne ai colpevoli dell’omicidio di Pietro Raccagni, il commerciante di carni di Pontoglio ucciso da una banda di malviventi durante un tentantivo di rapina nella sua villa.

La Corte ha dichiarato innammissibile il ricorso presentato da tre dei quattro autori dell’omicidio, confermando le condanne a 16 anni per Ergren Cullahj e quelle a 15 anni e sei mesi ciascuno per Vitor Lleshi e Pert Lleshi, mentre Erion Luli non aveva impugnato la sentenza (14 anni e 4 mesi).

L’omicidio era avvenuto il 7 luglio 2014. La banda era entrata nell’abitazione del macellaio (titolare di un esercizio a Erbusco), facendo svegliare Pietro Raccagni e i suoi familiari (moglie e figli): l’uomo, sceso in taverna, era stato quindi colpito da una bottigliata alla testa cadendo rovinosamente sulla rampa di cemento dell’autorimessa. Per poi morire 11 giorni dopo all’Ospedale Civile di Brescia.

Alla morte di Raccagni erano seguite manifestazioni e dure prese di polizione politiche (tra cui quella di Viviana Beccalossi). In particolare dopo le pene – giudicate da molti troppo lievi – del primo grado (inasprite in appello). Mentre la vedova Federica Pagani aveva deciso di continuare l’attività del marito, impegnandosi comunque per far approvare una legge che prevedesse pene più dure per i furti in casa.

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