Marijuana legale a Brescia, scorte esaurite in un giorno al bar Eni

Dopo gli articoli dei giornali il punto di distribuzione bresciano di Easy Joint è stato letteralmente preso d'assalto dai compratori della cannabis legale

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Il bancone dei tabacchi all'Eni Caffè di via XXV aprile a Brescia, punto vendita della marijuana legale Easy Joint
Il bancone dei tabacchi all'Eni Caffè di via XXV aprile a Brescia, punto vendita della marijuana legale Easy Joint

All’Eni Cafè del benzinaio di via XXV aprile, in città, il cartello che pubblicizza la vendita della marijuana legale è sparito. In compenso, quando si presenta da loro una faccia nuova, la risposta – cortese e sorridente – è addirittura in anticipo sulla domanda: “Ci spiace, arriva mercoledì”.

La marijuana legale di Easy Joint, infatti, a Brescia è stata un successone. Dopo gli articoli dei giornali di ieri il bar gestito dalla coppia rovatese Elettra Bertoldi e Ramon Breda è stato letteralmente preso d’assalto. Alle 9.30 le brioches sono già finite da un pezzo, ma soprattutto è terminata la cannabis legale in confezioni da 10 grammi e venduta al prezzo di 17 euro (così era già successo altrove e BsNews ne aveva parlato mesi fa).

Del resto, dell’arrivo di Easy Joint a Brescia hanno parlato tutti i giornali bresciani (sia il Giornale di Brescia, sia Bresciaoggi – come BsNews – hanno mandato un giornalista sul posto) e le vendite sono passate da 3-4 al giorno all’esaurire tutte le scorte nell’arco di una mezza giornata. Un po’ a sorpresa, poi, i clienti tipo non sono ragazzini alla ricerca di un possibile sballo (che non c’è, visto che il Thc è inferiore allo 0,2 per cento, come stabilito dalla legge), bensì adulti che vogliono fumare “qualcosa di rilassante” alla sera. Perché invece, le proprietà legate al cannabidolo (rilassante, tranquillante, antipsicotico e antinfiammatorio) rimangono invariate, pare.

Insomma: la canna legale a Brescia è un successone ben oltre le attese. Ma resta ancora da capire quale sarà la reazione di Eni, multinazionale del petrolio e titolare di migliaia di punti benzina a brand, che potrebbe cercare di cavalcare l’onda oppure superare a logiche di profitto se ritenesse che la sua immagine è difficilmente conciliabile con quella del prodotto in vendita (pur perfettamente legale).

La certezza, comunque, è che quelli di easy Joint hanno già la fila di bar e tabaccherie pronte a diventare punto di distribuzione.

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