Non autosufficienza, un bresciano su due teme di non riuscire a pagarne i costi

Come pensano i bresciani di affrontare i costi? Il 64% attingerebbe fino in fondo ai propri risparmi, mentre il 56% si rivolgerebbe ai sussidi pubblici

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Anziani
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Pensando al proprio futuro e all’eventualità di trovarsi ad affrontare un problema di non autosufficienza, per più di un bresciano su due (56%) teme che i suoi mezzi economici non basteranno per sostenere i costi dell’assistenza. È quanto emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio di Reale Mutua dedicato al welfare1.

Un dato che evidenzia come la non autosufficienza, oltre a incidere sulla qualità della vita del malato e di chi gli è vicino, per una fetta consistente di bresciani rappresenti un problema gravoso anche per le stesse finanze personali. Al punto da nutrire forti dubbi sulla capacità di far fronte alle spese con i propri risparmi.

Ma se gli abitanti di Brescia si dicono pessimisti sul domani, le loro preoccupazioni sono confermate anche dalla situazione attuale del nostro Paese. I numeri parlano chiaro: secondo le rilevazioni del Censis, sono oltre 3 milioni i non autosufficienti in Italia, vale a dire il 5,5% della popolazione. Tra questi, le persone con una condizione di non autosufficienza grave, costrette in modo permanente a letto, su una sedia a rotelle o comunque confinate nella propria abitazione per impedimenti fisici o psichici, superano gli 1,4 milioni.

Alla luce del progressivo invecchiamento della popolazione e delle trasformazioni del welfare pubblico, il “peso” della non autosufficienza ricade in gran parte sulle famiglie. È sempre il Censis a rilevare come, ad esempio, ben 910.000 famiglie italiane si siano dovute autotassare per far fronte al costo privato dell’assistenza e altre 561.000 abbiano già utilizzato i propri risparmi arrivando anche a indebitarsi.

Ma, guardando al domani, come pensano i bresciani di affrontare i costi della non autosufficienza? Il 64% attingerebbe fino in fondo ai propri risparmi, mentre il 56% si rivolgerebbe ai sussidi messi a disposizione dal sistema di welfare pubblico, come l’assegno di accompagnamento.

Qualora i soldi non bastassero, per il 14% degli abitanti di Brescia la soluzione sarebbe quella di vendere i propri beni, come l’abitazione, mentre un ulteriore 4% arriverebbe a indebitarsi, chiedendo un prestito alla propria banca o ai familiari.

Per non arrivare a questi estremi, il 22% dei bresciani agirebbe per tempo stipulando una polizza assicurativa specifica che garantisca prestazioni e servizi adeguati per far fronte alla problematica, oltre a fornire un sostegno economico.

NOTA:  Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora su un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, sesso ed area geografica.

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