Ucciso con 81 coltellate per la droga, condannata a 16 anni Giulia Taesi

Per lei l'accusa aveva chiesto 30 anni di carcere, ma i giudici le hanno riconosciuto le attenuanti generiche, escludendo le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi

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Giulia Taesi e Manuel Rossi - immagine Facebook
Giulia Taesi e Manuel Rossi - immagine Facebook

E’ stata condannata a 15 anni di carcere per omicidio e a un altro anno per spaccio di droga Giulia Taesi, la giovane coinvolta nell’omicidio del tunisino Riadh Belkahla ucciso il 12 aprile del 2016 nelle campagne tra Rovato ed Erbusco per questioni di droga.

L’uomo era stato colpito a morte con ben 81 coltellate. Per lei l’accusa aveva chiesto 30 anni di carcere, ma i giudici le hanno riconosciuto le attenuanti generiche, escludendo le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi.

Il fidanzato di Giulia, Manuel Rossi, per lo stesso omicidio era già stato condannato a 17 anni. Il giovane aveva dichiarato di essere stato l’unico autore del delito, compiuto in seguito a una lite e a un tentativo di aggressione del tunisino, con cui le vittime avevano un debito di droga di circa mille euro (con forti problemi economici derivanti dall’aver subito il furto di ben due etti di cocaina).

Secondo l’accusa in verità Giulia sarebbe stata parte attiva nell’omicidio, anzi: sarebbe stata lei – presunto elemento alfa della coppia – ad accoltellare il tunisino con un coltello probabilmente portato dal bar. Da qui la richiesta dei 30 anni di carcere.

Ma i giudici hanno fatto un’altra ricostruzione, credendo all’ipotesi che sia stato Manuel ad accoltellare la vittima, mentre Giulia era già scesa dall’auto.

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