Ancora polemiche a Rovato, il capo dei vigili se ne va sbattendo la porta

Vado via perché qui non c'è un progetto sulla sicurezza. Non ha usato mezze parole - secondo quanto riportato da Bresciaoggi - il comandante dei vigili di Rovato Gabriele Mighela

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Vado via perché qui non c’è un progetto sulla sicurezza. Non ha usato mezze parole – secondo quanto riportato da Bresciaoggi – il comandante dei vigili di Rovato Gabriele Mighela per motivare il suo addio al Comune franciacortino. E nemmeno si tratta della prima polemica che investe la giunta.

Le cronache rovaresi recenti, infatti, raccontano di due assessori licenziati (con tanto di denunce e provvedimenti disciplinari nella Lega), di un direttore della banda che ha lasciato l’incarico con roventi polemiche nei confronti del sindaco, di una lunga contesa (con commissariamento incluso) sulla casa di riposo comunale, di volantini anonimi su presunti debiti non pagati dagli assessori (un caso finito prima dai carabinieri e poi in prefettura) e, nelle ore scorse, anche di firme falsificate a danno di un consigliere comunale leghista dissidente.

Stavolta a far discutere, in casa Lega, è la sicurezza. “Non si sono investite le risorse necessarie sulla tecnologia, sulla formazione, sulla collaborazione con i Comuni vicini. Il progetto dell’ex sindaco Roberta Martinelli per un Polo della sicurezza della Franciacorta, in queste condizioni non ha potuto essere attuato”, ha dichiarato Miguela a Bresciaoggi.

E l’ormai ex comandante ha anche criticato duramente la convenzione con Cazzago fortemente voluta dal sindaco . “Erano già insufficienti 18 agenti per due Comuni come questi, figurarsi 13 – ha dichiarato al cronista Giancarlo Chiari sullo stesso giornale -. Agli inizi la sola Rovato ne aveva 13 su 3 turni, Cazzago aveva 5 su 2 turni: eravamo rimasti in 11 più 2. Ma una convenzione richiede di investire su persone e loro competenze in funzione dei bisogni. Il contributo regionale, circa 100 mila euro, ha permesso di aggiornare la videosorveglianza e parte della tecnologia, ma non c’è un piano di sviluppo”.

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