Dhl sceglie Malpensa e Montichiari non decolla: Legambiente all’attacco

Altra occasione persa per l'aeroporto D'Annunzio, che s è visto sfilare dalla vicina Malpensa i voli cargo di Dhl e un investimento economico da circa 90 milioni di euro

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L'aeroporto Gabriele D'Annunzio di Montichiari
L'aeroporto Gabriele D'Annunzio di Montichiari
Altra occasione persa per l’aeroporto di Montichiari, che s è visto sfilare dalla vicina Malpensa i voli cargo di Dhl e un investimento economico da circa 90 milioni di euro. Con una nota il responsabile regionale Trasporti di Legambiente critica i soci bresciani del D’Annunzio e il sindaco di Bergamo Giorgio Gori per non aver mantenuto le promesse.

ECCO IL TESTO DEL COMUNICATO

Era il luglio scorso quando il  sindaco di Bergamo annunciò, dopo la fallimentare sperimentazione delle nuove rotte dell’aeroporto di Orio al Serio, uno studio industriale su Montichiari per dirottare i voli merci notturni e liberare così lo scalo per concentrarsi  solamente sui passeggeri. Senza attendere lo studio è di qualche giorno fa la notizia che DHL ha deciso di espandersi a Malpensa e non a Montichiari dove investirà 90 milioni di euro. La decisione, non sollecitata da Sacbo,  che consentirà di ridurre i voli notturni e quindi l’inquinamento da rumore è stata presa perché oramai lo scalo orobico non è in grado di garantire i requisiti tecnici ed operativi necessari per lo sviluppo per il medio/lungo termine al grande carrier tedesco. Bergamo Orio al Serio sta oramai stretto alla DHL  alla ricerca di uno scalo con aree sufficienti per espandersi e con una lunghezza di pista che permetta anche l’uso di aerei più grandi, come l’Airbus A330 e il Boeing 777.  Requisiti questi  in possesso anche dallo scalo di Montichiari che dunque perde anche questo treno grazie alla poca lungimiranza dei soci pubblici locali (bresciani) prima ed ora con SAVE che dopo il suo ingresso di 3 anni fa poco ha fatto per l’aeroporto rimasto il fantasma di sempre con appena 19 mila passeggeri e 24 mila tonnellate (-18%) nel 2016. Numeri impietosi se si pensa che sono 18 anni che Brescia Montichiari è operativo con costi consistenti di gestione sostenuti da vari soggetti pubblici. Neppure l’ingresso nella Catullo del  partner industriale, SAVE, ha fatto cambiare rotta e rilanciare un aeroporto ubicato in un area tra le più turistiche,  ricche ed industrializzate d’Europa.  Brescia perde un opportunità  importante, la DHL se ne va a Malpensa, dopo che il candidato Governatore regionale e sindaco di Bergamo aveva promesso di accelerare il trasferimento dei voli nel bresciano. Lo scalo Monclarense, unico del nord a norma ambientale (misure di rispetto di abitazioni e attività economiche mantenute)  rimane sempre più vuoto e fuori dai network merci e passeggeri. Montichiari sembra destinato a rimanere un concentrato di cave e discariche inquinanti se non coglie nuove opportunità di sviluppo capaci di fargli voltare pagina al massacro del territorio di questi anni.
Dario Balotta responsabile trasporti Legambiente lombardia

 

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