E’ morto Soldino, l’antieroe: su Facebook aveva più fan del sindaco

Antonio Giannandrea è morto all'ospedale Civile a causa di una malattia non direttamente legata al consumo di stupefacenti

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Soldino (o Monetina) uno dei personaggi più noti a Brescia in una foto d'archivio di BsNews.it
Soldino (o Monetina) uno dei personaggi più noti a Brescia in una foto d'archivio di BsNews.it

La sua pagina Facebook non ufficiale (oggi chiusa) era arrivata ad avere più fan di quella del sindaco di Brescia. Perché, nella sua sfortuna, era comunque diventato un personaggio pubblico – una sorta di antieroe urbano – per i modi sempre gentili e per l’originale linguaggio con cui era solo chiedere la carità per i bar del centro.

Da ieri sera la notizia della sua morte ha iniziato a circolare sui social, in particolare su Facebook, ma il decesso risale addirittura allo scorso 27 ottobre.

Soldino (o Monetina) uno dei personaggi più noti a Brescia in una foto d'archivio di BsNews.it
Soldino (o Monetina) uno dei personaggi più noti a Brescia in una foto d’archivio di BsNews.it

Tutti conoscevano Antonio Giannandrea con il soprannome di Soldino o Monetina (o scatolino), proprio per la sua abitudine di girovagare per le strade del centro storico della città chiedendo (educatamente) un piccolo contributo economico ai passanti (“Ce l’hai un soldino? Ce l’hai una monetina?”). Ma – prima della malattia che lo ha colpito – non era raro trovarlo anche in qualche libreria (al Libraccio) a leggere libri, né si negava a chi gli chiedeva una foto ricordo in virtù della sua “popolarità” (la foto a fianco è tratta dalla campagna del romanzo La Comparsa di Andrea Tortelli al caffè Magenta). Insomma: Soldino era diventato quasi un personaggio pop, pur nella sua tragica quotidianità fatta di droga e bisogno di denaro.

Numerose sono le leggende metropolitane sul suo conto. Giannandrea, Soldino, era originario di Bari (3 marzo 1966), ma da decenni abitava a Brescia nella zona della stazione, pare da un parente.

A stroncarlo non sarebbero stati i suoi problemi con l’eroina, ormai storicizzati, ma una gravissima malattia che se l’è portato via nell’arco di poche settimane, da quando era ricoverato nel reparto di Otorinolaingoiatria dell’ospedale Civile. Ora riposa al cimitero Vantiniano di Brescia.

Antonio "Monetina"
Antonio “Monetina”

 

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