Regionali 2018, il deputato grillino Alberti si candida alle primarie

Tra i candidati in corsa ci sarà anche il parlamentare, attuale tesoriere del Movimento 5 stelle alla Camera dei deputati

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Il deputato del Movimento 5 Stelle Ferdinando Alberti, foto da YouTube - Parlamento, www.bsnews.it
Il deputato del Movimento 5 Stelle Ferdinando Alberti, foto da YouTube - Parlamento, www.bsnews.it

Come noto gli iscritti M5S sceglieranno i componenti della lista per la Regione Lombardia 2018 attraverso le primarie online, ribattezzate ‘Regionarie’. Tra i candidati in corsa – è notizia di oggi – ci sarà anche il parlamentare Ferdinando Alberti, attuale tesoriere del Movimento 5 stelle alla Camera dei deputati, che in base alle preferenze potrà anche correre per la carica di Governatore.

Conosciuto principalmente per il suo impegno nella commissione finanze dove si è occupato direttamente degli scandali legati alle banche a tutela dei risparmiatori e delle imprese, ma anche di: “Caffaro, inceneritore di Brescia, cava Macogna a Berlingo, Bosco stella a Ospitaletto, Fonderie Mora di Gavardo, miasmi di Vighizzolo e discariche di Montichiari, Expo, della TAV Brescia Verona, dell’autostrada valtrompia, degli stoccaggi di gas nella bassa bresciana, della depurazione dei laghi bresciani, della difesa dell’acqua pubblica e dello scandalo della fusione tra A2A e LGH, per il quale ha depositato un esposto all’ANAC e all’antitrust che hanno poi preso i dovuti provvedimenti”.

“Sono queste – dichiara Alberti in una nota – le tematiche che mi stanno più a cuore, quelle legate alle problematiche quotidiane dei miei concittadini: l’ambiente, la salute, la sanità, l’acqua, i rifiuti, i trasporti, le piccole e medie imprese; tutti temi in cui la Regione ha un ruolo chiave. Mi sentirò onorato di poter rappresentare i cittadini Bresciani mettendo a disposizione l’esperienza acquisita in questi anni all’interno di una delle istituzioni più importanti del paese, il Parlamento della Repubblica italiana.”

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  1. A 34 anni ha già in saccoccia cinque anni da parlamentare dove è approdato assolutamnete per caso, a cui vuole aggiungerne saggiamente altri cinque, altrettanto ben remunerati, da consigliere regionale (candidansosi pure come Presidente della Lombardia ?), cosa che peraltro gli riuscirà con i meccanismi del voto on line dei pentastellati bresciani (gli basta qualche decina di clic di amici storici della prima ora) e la certezza poi del sistema elettorale che porta uno di Brescia sicuramente in Consiglio Regionale. Diciamo che gli è andata non male nella vita, dato che qualche milione di suoi coetanei è ancora alla ricerca disperata di un lavoro e magari non da precario, non sottopagato o non in nero. Cinque stelle più altre cinque fanno dieci stelle di contribuzione pesante: quando si dice la…buona stella.

    • Un po’ giovane, per me non ancora maturo. E poi, mi piacerebbe vedere meglio quello che dice di aver fatto e, soprattutto cosa propone. Nel caso delle banche venete, per esempio, mi piacerebbe sapere se è d’accordo con la decisione di indennizzare gli azionisti e non gli obbligazionisti subordinati che hanno acquistato tali titoli in tempi in cui tutti, da consob a bankitalia, davano x sicure le due banche, anche quando erano garantite da fondo atlante.

  2. Limitiamoci a Brescia, chiedendo ai ben cinque parlamentari bresciani eletti nel 2013 in Parlamento (Alberti Cominardi, Sorial, Basilio alla Camera, più Vito Crimi al Senato) di elencarci tutto quello che hanno pensato, proposto, porato avnati e visto attuare in concreto per il loro “territorio” di riferimento in questi cinque anni. E’ il minimo, visto che nessuno di loro farà come Cincinnato ritirandosi a coltivare l’orticello, ma ritenteranno il secondo giro a Roma o a Milano, nessuno a Brescia (ovviamente…) dove peraltro si vota sempre nel 2018.

    • Anche sulle banche potrebbero dare soluzioni concrete, visto che, tra non molto, toccherà anche alle nostre locali (bccb, valsabbina, e poi Ubi). Limitandoci a brescia, sonono così attenti ad apparire sui giornali, non ci tengono a dare risposte concrete ai commentatori per dimostrare quello che hanno fatto e per convincerli? Oppure fanno come i preti che dicono a noi di lanciare ponti verso il prossimo, poi, quando lo devono fare loro e con un prossimo molto prossimo (cioè con gente nostra che sta male o che ha subito dei torti pesanti da loro) spariscono e non rispondono?

      • Difficile parlare di banche non solo perchè vengono tutte sempre salvate, gira e rigira, con denaro pubblico ma anche perchè proprietà, soci e management non stanno pagando per le gestioni allegre o clientelari del credito che in meni di dieci anni hanno portato le sofferenze da 43 a più di 200 miliardi di euro a livello di sistema. Ci aggiungiamo l’erosione del margine di interesse, l’aumento dei costi opertivi, il collocamento dissennato di prestiti obbligazionari subordinati e di quote azionarie senza inquadrarle nei profili di rischio voluti dalla normativa europea MIFID e si completa il quadro di un sistema che andrebbe rifondato e sottoposto a ben altri controlli rispetto a quelli ridicoli e pilotati di Banca d’Italia e Consob.

        • Mi piace ragionare con lei. Aggiungo a quello che ha scritto la crisi che ha messo in ginocchio il tessuto produttivo italiano, cioè gli artigiani e le piccole imprese sempre più impossibilitate a rientrare dai loro affidamenti (mi riferisco soprattutto alle banche del territorio), un sistema bancario troppo legato al potere, una mifid che impedisce invece di tutelare, gli organi preposti che non controllano ma servono solo come seggioline e trampolini di lancio x futuri presidenti della repubblica. Risparmio tradito alla fine, anche perchè gli aiuti dello stato hanno coperto solo una categoria di risparmiatori, creando disparità fra chi ha acquistato tramite banca e chi tramite altre banche o broker. Manca insomma la trasparenza, proprio come la politica.

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