Rolfi: a Brescia lo spaccio è il passatempo dei sedicenti profughi

L'esponente del Carroccio commenta l'ultima operazione delle forze dell'ordine: purtroppo, per l’ennesima volta, la metà di questi risultano essere richiedenti asilo, ospitati in strutture pagate dallo Stato

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Immigrati e profughi a Brescia continuano a far discutere
Immigrati e profughi a Brescia continuano a far discutere

“Un plauso alle Forze dell’Ordine per l’operazione che ha consentito di trarre in arresto 12 persone legate allo spaccio di droga. Purtroppo, per l’ennesima volta, la metà di questi, 6 di nazionalità gambiana, risultano essere richiedenti asilo, ospitati in strutture pagate dallo Stato.” Così Fabio Rolfi, vice capogruppo della Lega Nord in Regione Lombardia

“La misura è colma – prosegue Fabio Rolfi – perché si tratta dell’ennesimo caso, nella nostra città, di arresti legati al traffico di sostanze stupefacenti, che vede come protagonisti degli aspiranti profughi, che evidentemente hanno trovato un bel modo creativo per passare il loro tempo. Stando alla situazione odierna è giunto il momento di controllare ogni richiedente asilo di Brescia minuziosamente, verificando come impiega il suo immenso tempo libero. Mi chiedo anche, visto che l’attività della Polizia è durata a lungo, come mai i responsabili della cosiddetta accoglienza non si siano accorti di nulla fino a oggi.”

“Oltre al reato, già di per sé particolarmente odioso se si considera come la droga venga venduta ai nostri ragazzi, c’è poi la presa in giro verso una collettività che paga loro l’alloggio e il vitto in hotel e strutture. Oltre al danno quindi, la beffa e pure l’ingratitudine.

Appare chiaro come la situazione della cosiddetta accoglienza sia ormai completamente sfuggita di mano, con sedicenti profughi che di giorno spacciano in ogni parco o parchetto di Brescia, naturalmente senza che il sindaco Del Bono se ne accorga, mentre la sera se ne ritornano tranquillamente al caldo – chiosa Fabio Rolfi – nelle location gentilmente messe a disposizione grazie alle sudate tasse dei bresciani.”

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