Valcamonica, la Cisl: reinvestire i soldi dell’idrolettrico sul lavoro

Bene il trasferimento di risorse dalla Provincia alla Valle Camonica, ma adesso occorre che la Comunità Montana faccia scelte coraggiose di priorità

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I segretari di Uil, Cisl e Cgil: Bailo, Diomaiuta e Galletti
I segretari di Uil, Cisl e Cgil: Bailo, Diomaiuta e Galletti

“Bene il trasferimento di risorse dalla Provincia alla Valle Camonica, ma adesso occorre che la Comunità Montana faccia scelte coraggiose di priorità”. Ad affermarlo è il segretario generale della provinciale, , dopo la firma dell’accordo tra gli enti che restituisce alla Valle parte dei proventi dei canoni per l’utilizzo dei 119 impianti idroelettrici presenti in Valle Camonica. “Capisco e condivido l’affermazione del presidente della Comunità Montana sul fatto che i posti di lavoro nascono principalmente dal coraggio d’impresa – aggiunge il sindacalista – ma mi permetto di sottolineare un’altra parte del suo ragionamento. Scelte di priorità sull’utilizzo delle ristorno di queste risorse non possono che portare alla creazione di quelle condizioni di vantaggio che possono smuovere l’intrapresa privata”.

“Al netto degli aspetti esteriori e delle inevitabili strumentalizzazioni a cui si è esposta la protesta della lavoratrice di Cedegolo – ribadisce Diomaiuta – quel che deve restare nella testa di tutti non è la NK chiusa, ma la desertificazione industriale della Valle e la necessità di una scossa perché lungo l’asse dell’Oglio si sviluppi e trovi casa una rinnovata cultura industriale. L’accordo tra Provincia e Comunità è quadriennale: perché non investire per il lavoro e per l’occupazione la stragrande maggioranza dei trasferimenti del primo anno? Le forme studiamole insieme (dalla riduzione dei costi energetici per chi inizia nuove attività al pagamento dei contributi previdenziali per le nuove assunzioni, alla creazione di cooperative per lavori di pubblica utilità in cui dare certezza di continuità occupazionale ai lavoratori vicini alla pensione e in cerca di ricollocazione) ma si dia un segnale forte al territorio e alla sua gente che l’occupazione è la priorità a cui si vuole e si deve dare risposta”.

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  1. Parole condivisibili. Il guaio è che restano solo parole. Quanto ai fatti, come sempre, i sindacati o non si muovono credendo che le cose si risolvono da sole guadagnando tessere senza muovere un dito (anche e soprattutto per la loro incapacità), oppure, quando intervengono lo fanno quando è troppo tardi o per fare discorsi astratti, come faceva monari e la chiesa. Il tutto solo ed esclusivamente x attrarre consensi dalla gente distratta e disinformata.

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