Presunta truffa sui profughi, la prefettura nomina un commissario

Il Prefetto di Brescia Annunziato Vardé ha nominato oggi il commercialista Dario Brambilla amministratore straordinario della Società Agricola Agri Scar Srl

1
Immigrati e profughi a Brescia continuano a far discutere
Immigrati e profughi a Brescia continuano a far discutere

Il Prefetto di Brescia Annunziato Vardé ha nominato oggi il commercialista Dario Brambilla amministratore straordinario della Società Agricola Agri Scar Srl, la società dell’imprenditore monteclarense accusato di aver raggirato lo stato nella gestione dell’accoglienza ai profughi. A Brambilla cui sono stati attribuiti tutti i poteri e le funzioni degli organi di amministrazione dell’impresa.

Il provvedimento – informa una nota della prefettura – è scattato in seguito  alla proposta formulata dal Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione ed ha come scopo “che le indagini della magistratura sui fatti illeciti connessi alla gestione del contratto pubblico di appalto o di concessione non ne ritardino l’esecuzione” e “che dall’attuazione di quest’ultimo non consegua un profitto per l’operatore economico coinvolto, almeno fino al definitivo accertamento delle responsabilità in sede penale”.

Comments

comments

1 COMMENT

  1. Ormai dovrebbe essere chiaro ai più che la risorsa più importante per l’economia di questo secolo è la manodopera a basso costo e non qualificata. E su questo principio ruota tutta l’economia che ha trasformato anche la morale. Quindi serve la manodopera straniera per pagarla meno, sostituire la gente del posto che ha tutele sindacali e lavorative che costano all’imprenditore, mentre i poveri dell’africa o dell’est europa non costano niente. Con la conseguenza epocale che arrivano qui milioni di persone per essere ancora sfruttate, costano allo stato in termini di servizi e i nostri perdono il lavoro e le tutele, che si fanno sempre più labili viste le condizioni che accettano questi lavoratori stranieri. Quindi non c’è da stupirsi se il giovane che ha fatto la scuola per cameriere o per cuoco rimane disoccupato: lo straniero è preferito perchè costa poco e non ha tutele. Stessa cosa nell’agricoltura e nei servizi. L’industria ormai si sta trasformando in 4.0 eliminando gradualmente la manodopera e tutti siamo a casa senza lavoro e prospettive. Per la contentezza degli imprenditori, della caritas che gestisce questi arrivi e ci guadagna, delle cooperative targate cgil che poi fanno fare le tessere a questi disgraziati e rappresentano il nuovo bacino di utenza e di finanziamento dei sindacati (i nostri ormai non credono più alle loro fandonie, non hanno un lavoro e quindi niente tessera e non sono tutelati da nessuno). E quindi, anche i nostri, sono costretti ad emigrare per fare, all’estero, quei lavori (sottopagati) che qui fanno gli stranieri. E, fra un po’ di anni, visto l’andazzo, si smantelleranno tutte le tutele lavorative conquistate duramente nei decenni passati e ci sarà solo un liberismo sfrenato. Oggi è più che attuale la circostanza che la manodopera sia italiana (anche qualificata) che straniera, per poter lavorare con paghe da fame, è costretta a migrare… Grande questa globalizzazione…

LEAVE A REPLY