L’Aib rinuncia ai regali di Natale… meglio il pranzo Caritas

Giuseppe Pasini, Presidente di AIB , commenta: «Ho voluto proseguire questa collaborazione con Caritas perché trovo che un gesto umile e concreto come questo valga più di mille parole»

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Da sinistra: il Diacono Giorgio Cotelli, il Presidente di AIB Giuseppe Pasini, il Vescovo di Brescia Mons. Pierantonio Tremolada e il Direttore di AIB Marco Nicolai
Da sinistra: il Diacono Giorgio Cotelli, il Presidente di AIB Giuseppe Pasini, il Vescovo di Brescia Mons. Pierantonio Tremolada e il Direttore di AIB Marco Nicolai

Anche quest’anno l’Associazione Industriale Bresciana ha deciso, in una logica di solidarietà e concretezza tipicamente bresciana, di devolvere a nome dei suoi Associati la cifra solitamente destinata ai regali di rappresentanza per sostenere il pranzo di Natale della Caritas.

Come già fatto nel 2016, per rendere più tangibile il coinvolgimento dell’Associazione, durante il periodo dell’Avvento, i dipendenti e gli imprenditori di si sono recati nella sede della Caritas per aiutare i volontari a distribuire i pranzi settimanali. Un bagno di realtà che ha toccato i cuori e fatto riflettere sul vero ‘spirito del Natale’: la condivisione.

Oggi, il Presidente e il Direttore Marco Nicolai hanno voluto portare personalmente il loro ringraziamento a tutti i volontari che, instancabilmente, lavorano ogni giorno per migliorare la qualità della vita delle persone in difficoltà.

«Ho voluto proseguire questa collaborazione con Caritas – dichiara Giuseppe Pasini, Presidente di AIB – perché trovo che un gesto umile e concreto come questo valga più di mille parole».

Conclude il , Monsignor : «Voglio esprimere il mio sincero apprezzamento per questa iniziativa che dimostra come le persone possano camminare insieme, quasi idealmente tenendosi per mano, per consentire a ciascuno di dare dignità alla propria vita. Un bel l’esempio di socialità nella quale ognuno può riconoscersi e andare fiero».

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  1. Peccato però che la caritas non aiuti tutti quelli che hanno bisogno, senza fare distinzioni fra chi la pensa come loro e chi, invece, ha una dignità e vuole essere aiutato con intelligenza, quindi ragionando alla pari con loro, che invece taglia fuori, nella classica concezione dispotica della chiea dei complotti, non dell’amore. Chissá se l’aib e il nuovo vescovo lo sanno….

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