Loggia 2018: Forza Italia punta su un noto medico

Il professore Agabiti Rosei è una persona conosciuta e stimata che può ottenere consensi, provenienti soprattutto dal ricco bagaglio di relazioni in diversi contesti cittadini oltre che nel partito di Forza Italia

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Enrico Agabiti Rosei
Enrico Agabiti Rosei

Forza Italia potrebbe scendere in campo – lo riferisce il Giornale di Brescia – con il professore Enrico Agabiti Rosei per sfidare l’attuale sindaco Emilio Del Bono nella corsa alla guida della città per il prossimo quadriennio.

Il professore è arrivato a Brescia nel 1978 come medico internista e ha avuto sinora una brillante carriera, dedicata sia alla pratica che alla teoria. Medico agli Spedali Civili e docente alla Facoltà di medicina dell’Università degli studi di Brescia, ha diretto la Divisione di Medicina 2 e il Dipartimento di Medicina, è stato Presidente della Società europea dell’ipertensione e ha pubblicato sulle più note ed autorevoli riviste scientifiche.

La scelta del nome di Agabiti Rosei dipende dalla convinzione di puntare su una persona conosciuta e stimata che possa ottenere consensi, provenienti soprattutto dal ricco bagaglio di relazioni in diversi contesti cittadini.

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4 Commenti

  1. Va presentata una squadra, non un singolo. Una amministrazione di una città è una attività complessa. Una squadra ben formata, con varie competenze e persone capaci, può dare fiducia piena.

    • Proponga la sua di squadra, caro belli: le idee e i progetti ci sono. Che ci vuole quindi? Parlando fuori dai denti, mi sembra che lei e le sue idee (nel senso di coloro che le progettano) fate di tutto per rimanere fuori dai giochi, come un’elite che non si mescola col popolo e con gli strumenti democratici indispensabili per realizzarle, rimanendo quindi sempre fuori dalla realtà ma, a vostro dire, attenti alle esigenze della città. Però solo con gli scritti e le chiacchiere però…

      • A questo punto, il cetrodestra potrebbe pensare a Sandro Belli con in primo piano la sua squadra, cioè gli autori del volume in tre capitoli Bresciacittàgrande 2030. Una voce fuori dal coro, ma finalmente un civico doc che può aggregare i partiti ed ha già un ampio porgramma pronto. Aggiungo che trattasi di noto e stimato imprenditore, con famiglia numerosa, cattolico e fedele praticante, di sana tradizione liberale, persona indubbiamente colta ed intelligente. Un solo neo: ha fatto parte dei saggi nominati da Del Bono, ma si può chiudere un occhio.

  2. La scelta dell’illustre erede bresciano di Ippocrate ed Esculapio per affrontare il granitico Del Bono confermerebbe che il centrodestra sta di fatto rinunciando alla tenzone pensando così di calamitare consensi almeno tra le migliaia di…ipertesi concittadini. Nessuna idea programmatica e neanche l’ombra di una squadra, visto che l’esimio professore potrebbe reclutarla al massimo tra i camici bianchi, gli infermieri o i portantini che conosce. Abbiamo anche la conferma che le poltrone regionali in scadenza (e rinnovabili) di Rolfi e Bordonali stanno avendo il sopravvento sulle loro eventuali, e da molti auspicate, candidature. Aggiungo tristemente una nota anche sui pentastellati. Hanno a malapena trovato un altro possibile candidato Sindaco da proporrre, in una desolante assemblea svoltasi con trenta presenti, come alternativa all’artigiano di poche parole Ghidini (già scelto dai sancta sanctorum del movimento come, di fatto, futuro consigliere comunale pentastellato 2018-2013): roba tipo Gesù o Barabba di fronte a Ponzio Pilato, interpretato per l’occasione dalla coppia di onorevoli Crimi-Alberti. Il dramma nel dramma è che nessuno, dalla brava Laura Gamba ad altri interessanti rappresentanti candidatisi nel 2013, ha intenzione di ripresentarsi a Brescia: un mistero, come un mistero sarà trovare 25 candidati, cioè 25 personaggi…in cerca d’autore.

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