Pedaggi sempre più cari in autostrada: Brebemi +4,6%, è polemica

Puntuali come un orologio svizzero arrivano anche quest’anno gli aumenti dei pedaggi autostradali (+3,1%) sulla rete più frammentata d’Europa

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Brebemi
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Puntuali come un orologio svizzero arrivano anche quest’anno gli aumenti dei pedaggi autostradali (+3,1%) sulla rete più frammentata d’Europa che conta ben 27 società concessionarie, aziende spesso carrozzoni clientelari.

“Si pensava che dovessero bastare ai bramosi gestori gli extra profitti generati dai ricavi dalla crescita del traffico del 2,5%. – attacca , presidente dell’Onlit, Osservatorio nazionale Liberalizzazioni Trasporti e Infrastrutture – Anche quest’anno gli aumenti medi sono quasi tripli dell’inflazione (+1,2%), nonostante che 2/3 della rete sia vecchia e già ammortizzata. I concessionari possono già contare su aumenti della produttività e sulla riduzione dei costi derivanti, dall’automazione introdotta (il 70% dell’utenza utilizza il telepass) dalla riduzione degli addetti del settore e da piani fantasma d’investimento e di mitigazione ambientale”.

Con il primo gennaio quasi tutte le tratte, come da copione, aumenteranno. Spicca l’aumentodella Milano Serravalle e tangenziali con +13,9%, seguita dalla Strada dei parchi con il 12,8%. Ma “sorprendono – attacca Balotta – gli aumenti delle nuove e sempre vuote, tratte autostradali, che hanno pedaggi già doppi rispetto a quelli della rete tradizionale, come le sempre deserte con un +4,6% (+7,8% nel 2016), la TEEM +2,7% (+1,9% nel 2016). Nonostante siano sostenute da generosi contributi pubblici, defiscalizzazioni, garanzie statali e regionali per tenere in piedi surretizzi project financing – conclude l’esponente ambientalista – i concessionari impongono la loro volontà al Governo che subisce le logiche monopoliste in contrasto con gli interessi generali del Paese”.

 

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