LETTERE DALLA KIRGHISIA: SESTA LETTERA

La sesta lettera dalla Kirghisia: romanzo di Silvano Agosti pubblicato gratuitamente da BsNews.it su gentile concessione dell'autore

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La versione integrale di Lettere dalla Kirghisia di Silvano Agosti, pubblicata in formato digitale su BsNews.it su gentile concessione dell'autore
La versione integrale di Lettere dalla Kirghisia di Silvano Agosti, pubblicata in formato digitale su BsNews.it su gentile concessione dell'autore

Kirghisia, 18 agosto

Cari amici,

come potrete immaginare sono molto cambiato, da quando ho iniziato questo viaggio in Kirghisia.

Poco a poco mi ha abbandonato quel senso di incredulità, suscitata dagli eventi in un Paese tanto semplice e felice.

Non c’è più traccia del dilemma sogno o realtà, che nei primi giorni impediva di vivere con gioia le scoperte che andavo facendo.

La gente dunque qui in Kirghisia lavora tre ore al giorno, i bambini imparano giocando, i deputati e i ministri fanno del volontariato.

Chi ha il desiderio di fare l’amore lo segnala mettendosi un fiore azzurro sul petto, l’assenza
dell’esercito e delle armi sta procurando a tutti i cittadini un buon pranzo caldo e gratuito al giorno, gli anziani vengono venerati e tutto ciò senza particolari investimenti economici.
Semplicemente spostando, da parte di ognuno, il centro dell’attenzione sull’essere umano e i suoi naturali desideri.

Il mio accompagnatore racconta che non si è voluta fare una costituzione scritta, ma che tutti la sanno a memoria perché è brevissima e contiene quelle poche parole che consentono a ogni persona di vivere in uno stato di serenità.

La Costituzione Kirghisa è dunque composta da un solo articolo, facile da ricordare e quindi non scritto.

“Ogni progetto, ogni iniziativa vanno concepiti solo nell’interesse di tutti e mai di alcuni, o di quasi tutti.”

Potete fermare un qualsiasi cittadino kirghiso che vi passa accanto e vi dirà in pochi minuti quelle informazioni essenziali che consentono alla macchina umana e sociale di funzionare bene.
L’ho fatto, e un buon kirghiso si è seduto accanto a noi e ha elencato i fondamentali bisogni e desideri di un essere umano, sotto ogni latitudine, a tutte le età, indipendentemente dalla sua estrazione sociale.

“Per funzionare bene il corpo umano deve innanzitutto saper dormire, il che non significa solo andarsene a letto e chiudere gli occhi. Esiste una vera e propria cultura del sonno.
Dopo aver dormito bene, ogni essere umano deve saper mangiare, evitando di introdurre nell’organismo qualsiasi sostanza estranea ai suoi reali bisogni.

Poi deve saper lavorare, ma, come ormai qui da noi tutti fanno, lavorare il meno possibile, non più di tre ore al giorno.

Ogni giorno deve saper imparare, qualsiasi cosa, ma sempre collegata al desiderio di conoscere, semplicemente come nutrimento della personalità.

Deve saper dare, perché dare non è solo uno dei massimi piaceri ma anche un meccanismo di rinnovamento del pensiero e della personalità.Poi deve saper creare, lasciando una traccia di sé e della propria unicità, come dice un nostro poeta Kirghiso:

“C’è qualcosa di più sottile e profondo che voltarsi
continuamente a contemplare il cammino sul quale,
se non si sono lasciate tracce, si è persa per sempre la
vita.”

Poi deve saper amare e saper fare l’amore, arte qui da noi prima affidata al caso e conosciuta solo superficialmente, ora divenuta materia di dialogo e di conoscenza.
Infine è fondamentale saper vedere quel velo di mistero che copre ogni cosa.
Ovvero saper guardare gli oggetti e le persone che ci circondano ogni giorno, come se li vedessimo per la prima volta.”

Questi sono dunque gli otto bisogni e desideri naturali che, una volta soddisfatti, garantiscono a chiunque una stabile serenità.

In Kirghisia è dovere principale di tutti non dimenticare mai che si vive una sola volta soltanto. Ogni persona considera se stessa un capolavoro della natura e come tale concepisce i propri simili.

Nessuno, se non immerso in un’ignoranza totale, si sognerebbe di usare un quadro di Van Gogh come vassoio per il thè o la Pietà di Michelangelo come attaccapanni.

“Qui da noi è chiaro a tutti che anche il più sprovveduto degli esseri umani, messo a confronto con qualsiasi opera d’arte, anche la più eccelsa, rivela qualità insuperabili e sublimi.
L’essere umano vede, ode, sa muoversi, pensa, sogna, desidera, crea.
I nostri studiosi hanno formulato un’etica, una morale molto semplice: le leggi morali scritte riguardano solo individui disperati o infelici.
Nessuna persona serena e rispettata come capolavoro vivente, si sognerebbe mai di rubare, mentire o uccidere.
Qui da noi circola la convinzione che ognuno è premiato o punito per ciò che è. Se qualcuno ruba è già punito dal fatto di essere ladro.
Se qualcuno mente è già punito dall’essere un bugiardo” dice l’accompagnatore, mentre
sorseggiamo una bibita in uno dei mille posti di ristoro gratuiti istituiti nel paese, con le paghe che prima venivano date a deputati e ministri.
Mi porta a casa sua, dove propone di vedere la televisione.

In Kirghisia la televisione rende onore al proprio nome: televisione, vedere lontano.
Ogni televisore è collegato ad un piccolo computer, col quale è possibile allestire infiniti programmi, perché i tecnici kirghisi hanno disseminato migliaia di telecamere in tutto il Paese.

Così, ognuno può organizzare la sua trasmissione chiedendo al computer di vedere in sequenza le persone che stanno sorridendo, o collegarsi con le telecamere che stanno riprendendo giochi d’ogni sorta o punti d’incontro dove chiunque può esprimere alla televisione il proprio pensiero o la propria creatività.

“Quando anche il resto il mondo vivrà come noi, si potranno finalmente vedere, in diretta, oltre alla vita stessa, spettacolo inimmaginabile e sempre nuovo, le centinaia di tramonti che avvengono sul pianeta ad ogni istante, le migrazioni degli uccelli, e gli immensi
silenzi dei deserti”.

Vedremo ogni giorno in diretta centinaia di albe e di tramonti, sempre diversi, sempre magnifici.

Vi lascio, amici, con questo progetto sublime.

 

Un saluto emozionato.

… con noi o senza di noi
verrà il tramonto
e sarà magnifico…

Poeta kirghiso

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