Smog, per Brescia un 2017 grigio: un giorno su quattro era fuori soglia

Nella Leonessa, informa Legambiente, la concentrazione media di Pm10 è stata di 37,5 milligrammi, contro i 34,3 dell'anno precedente

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Mascherina antismog
Mascherina antismog

E’ stato un 2017 decisamente grigio quello che si è appena chiuso per la Lombardia e per Brescia sul fronte dello . In tutti i capoluoghi tranne Monza, infatti – secondo quanto informa una nota di – “le concentrazioni medie di sono cresciute, complici sia la minor piovosità, registrata soprattutto nelle località della bassa Padana, sia il generalizzato aumento del traffico veicolare”. E Brescia non fa eccezione, anzi. Qui, infatti, la concentrazione media di è stata di 37,5 milligrammi, contro i 34,3 dell’anno precedente. Un balzo che conferma la leonessa al secondo posto di questa triste classifica.

I dati delle concentrazioni medie di Pm10 a Brescia, confronto 2016-2017
I dati delle concentrazioni medie di Pm10 a Brescia, confronto 2016-2017

Ma anche i giorni di superamento della soglia dei 50 microgrammi sono cresciuti. Ben 81 giorni contro i 64 dell’anno precedente: con una media di quasi un giorno su quattro fuori norma per quanto riguarda i parametri di legge.

I giorni di superamento della soglia di Pm10 a Brescia, confronto tra 2016 e 2017
I giorni di superamento della soglia di Pm10 a Brescia, confronto tra 2016 e 2017

“Su un periodo più lungo – chiariscono gli ambientalisti – i dati mostrano una tendenza al rallentamento del trend positivo in corso da decenni: la riduzione delle concentrazioni medie ha infatti lasciato il posto ad una stabilizzazione dei valori nell’ultimo quinquennio. Segno che, probabilmente, si sta esaurendo l’effetto del miglioramento delle motorizzazioni, in particolare per quanto riguarda i diesel, maggiori contribuenti allo smog urbano, per i quali la differenza in emissioni tra le immatricolazioni più recenti e la media del parco circolante appare sempre meno rilevante. Evidentemente – chiosa il comunicato – nè il piano regionale (PRIA), né l’accordo antismog delle regioni padane, stanno dando risultati differenti da quelli attesi in base alle tendenze di lungo periodo”.

Se il dato di miglioramento progressivo resta per ora complessivamente confermato, la tabella di marcia – secondo Legambiente – resta “decisamente inaccettabile”: proseguendo al ritmo dell’ultimo decennio, occorreranno 50 anni per far rientrare l’area padana tra quelle con un livello adeguato di salubrità per quanto riguarda l’inquinamento da polveri sottili.

“Le misure per la lotta all’inquinamento si confermano insufficienti a conseguire i miglioramenti necessari entro tempi accettabili – dichiara , presidente di Legambiente Lombardia – non possiamo passare i prossimi 50 anni a fare la danza della pioggia per ottenere aria più respirabile. Occorrono interventi ben più drastici di quelli prospettati da Regione Lombardia, a partire da una road map per l’estinzione dei motori diesel e dall’attivazione di misure sul fronte delle emissioni di fonte zootecnica!”.

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