Elezioni politiche e regionali, voto unico il 4 marzo: ecco chi festeggia

A renderlo noto è stato oggi lo stesso Ministero degli Interni, che ha dato il via libera alla richiesta delle due Regioni, giustificata con la volontà di risparmiare risorse pubbliche

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Elezioni a Brescia e provincia
Elezioni a Brescia e provincia

Per le elezioni politiche e le regionali di Lombardia e Lazio si voterà in un solo giorno, domenica 4 marzo 2018. A renderlo noto è stato oggi lo stesso Ministero degli Interni, che ha dato il via libera alla richiesta delle due Regioni, giustificata con la volontà di risparmiare risorse pubbliche. Ma anche, va detto, con l’interesse dei partiti di riferimento di questi due territori che con l’accorpamento sperano in una maggiore politicizzazione dei voti regionali e in un risparmio delle spese per le campagne elettorali.

A gioire, nel quadro lombardo, è soprattutto il centrodestra, già dato per vincente in regione e nei collegi uninominali per il Parlamento. Anche se Giorgio Gori, con una nota, fa buon viso: “La concomitanza con le elezioni politiche potrebbe comprimere un po’ gli spazi di dibattito sui temi lombardi – spiega il candidato presidente del Pd per la Lombardia – ma siamo partiti per tempo, abbiamo buone idee e moltissimi volontari pronti a mobilitarsi. La concomitanza quindi non ci spaventa. Anzi, più gente andrà a votare e meglio sarà.”

La certezza, ora, è che i partiti dovranno chiudere il quadro delle candidature a brevissimo,. Anche su Brescia. Qui Lega, M5S e Forza Italia sperano in un aumento dei rappresentanti a Roma e Milano (il tavolo per le candidature, verosimilmete, sarà unico), mentre il Pd – dato in ribasso rispetto alle precedenti tornate – potrebbe subire una forte contrazione, eleggendo solo cinque nomi tra Parlamento e Pirellone. L’unica consolazione, per il centrosinistra, arriva dall’aver scongiurato scongiurato il rischio di un accorpamento tra le comunali di Brescia e le regionali, circostanza che avrebbe potuto favorire gli avversari.

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  1. Il colpo di grazia per il centrosinistra lombardo. Qualcosa si intuiva già già dall’infausta approvazione di una legge elettorale, il Rosatellum bis, pensata solo contro i pentastellati, ma che avvantaggiava pesantemente il centrodestra a partire dai collegi uninominali. Ci aggiungiamo poi che la coalizione Berlusconi-Salvini-Meloni sta crescendo nei sondaggi mentre sta ancora aggregando alcune frange di centristi. E finiamo con questa coincidenza del 4 marzo sapendo della difficoltà ormai storica del centrosinistra a far cambiare il vento in Regione Lombardia. Si ha quasi la sensazione che per far tramontare definitivamente l’era renziana, dopo il danno del fallito referendum del 4 dicembre 2016, si aspetti la beffa delle elezioni del 4 marzo 2018. Giocata sulle ruote di Milano e Roma: 3-4-12-16-18…

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