Forza Italia, via libera del direttivo cittadino a Vilardi (con polemiche)

Una seduta molto tesa, che si è aperta con la relazione del segretario Paolo Fontana ed è proseguita con un vivace dibattito, in cui non sono mancate le voci critiche come quella del consigliere comunale Giorgio Maione (Peroni) e del parlamentare uscente Giuseppe Romele

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Paola Vilardi, Brescia
Paola Vilardi, Brescia

Via libera del direttivo cittadino di Forza Italia alla candidatura di Paola Vilardi per Palazzo Loggia. Una seduta molto tesa, che si è aperta con la relazione del segretario Paolo Fontana ed è proseguita con un vivace dibattito, in cui non sono mancate le voci critiche come quella del consigliere comunale Giorgio Maione (Peroni) e del parlamentare uscente Giuseppe Romele, che hanno invocato una maggiore condivisione della scelta. Così come non è sfuggita a nessuno l’assenza del capogruppo in Loggia Mattia Margaroli. Quando Fontana ha chiesto ai presenti di esprimersi su un documento di sostegno alla Vilardi, Maione è uscito dall’incontro senza votare. E lo stesso ha fatto Romele (anche se sul momento dell’uscita le versioni sono discordanti), che pure – da membro di diritto – non avrebbe avuto facoltà di voto. Ma la proposta è passata all’unanimità dei presenti (25 aventi diritto al voto, due usciti prima del voto).

IL TESTO DEL DOCUMENTO APPROVATO

[10:01, 19/1/2018] Paolo Fontana: Il Consiglio Direttivo di Forza Italia:

Premesso che
•La prossima primavera si terranno le Elezioni Amministrative del Comune di Brescia;
•La scadenza amministrativa cadrà successivamente alle elezioni politiche e regionali indette il 4
marzo;
•La coincidenza temporale comporta un ulteriore assunzione di responsabilità , da parte di tutti i
dirigenti e militanti, a sostegno del Presidente Berlusconi impegnato a tutto campo, nonostante
l’ingiusta sospensione dagli incarichi istituzionali, per contrastare la sinistra giustizialista e
l’incompetenza del Movimento 5 Stelle;
•La coalizione di Centro Destra ha ritrovato una coesa e forte unità tra gli alleati Forza Italia, Lega,
Fratelli D’Italia, Noi con l’Italia;

Esprime
•Grande soddisfazione per il lavoro svolto dal Coordinatore Regionale Maristella Gelmini sia per il
convinto sostegno di Forza Italia al Candidato Presidente Attilio Fontana e sia per la raggiunta
sintesi politica e unitaria del centro destra a sostegno della candidatura di un esponente di Forza
Italia a Sindaco di Brescia;

Considera:
•L’indicazione venuta dal Coordinatore Regionale dell’avvocato Paola Vilardi quale candidato sindaco
una grande opportunità per la città, per l’Amministrazione comunale e per tutto il centrodestra;
•Paola Vilardi un candidato fortemente competitivo sia per l’esperienza amministrativa maturata in
comune e provincia come consigliere, presidente del consiglio e assessore in 20 anni di impegno
civico sempre al servizio dei cittadini , di Forza Italia e del Centro Destra Bresciano.
•La Giunta comunale di sinistra guidata dal Sindaco Del Bono largamente inadeguata a gestire il
Comune di Brescia avendo fatto cadere la città in un limbo di ordinarietà e degrado ambientale;
•Il contributo delle associazioni e delle liste civiche fondamentale per la qualità del Progetto di città a
partire dalla Lista civica rappresentata dai consiglieri comunali Ferrari, Puccio,e Sidari

Impegna il coordinatore cittadino

•A proseguire nel lavoro di rafforzamento dell’alleanza con gli amici della Lega Nord, Fratelli d’Italia e
Noi con l’Italia a sostegno del candidato sindaco Paola Vilardi;
•A valorizzare il contributo delle associazioni e delle liste civiche a sostegno del candidato sindaco
Paola Vilardi;
•A costituire una Commissione per la stesura del Programma cittadino;

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  1. Avanti con le scelte condivise da tutti, tanto per dare certezze all’elettorato, già più che confuso anche con la candidatura in regione di Attilio Fontana, emerito sconosciuto. Non è che per caso il centro destra sta facendo di tutto per perdere anche la regione? Mi viene il dubbio che siano tutte manovre ad hoc per perdere tutto e, a livello nazionale, fare un governo di coalizione col pd per non fare le riforme, per non cambiare nulla e per impedire ai cinque stelle di governare, tipo dc e pds alleati contro l’avanzata della lega di venticinque e più anni fa?

    • Condivido parzialmente la riflessione, con un distinguo. I sondaggi di oggi danno una vittoria schiacciante della coalizione di centrodestra nelle elezioni politiche al Nord, in particolare Lombardia e Veneto. Poichè però si vota lo stesso giorno anche per la Regione Lombardia, il centrodestra ce la farà comunque a prescindere dall’ insipido quasi anonimo candidato Fontana. Sarà invece travolto alle politiche il PD che si è costruito una legge elettorale suicida pur di non far vincere i pentastellati. Pd che pure in Lombardia non dispone nè di consensi, nè di leader nè di coalizione tali da far cambiare il vento. Passata la bufera, funesta specie per il renzismo, si andrà al voto a Brescia dove invece Del Bono ed i suoi alleati (pochi o tanti che siano non importa) vinceranno al secondo turno senza alcuna chance per il centrodestra, che immolerà la Vilardi sull’altare deli presunti conflitti interni, della confusione politica e del vuoto programmatico.

      • Di fondo c’è per tutti gli schieramenti la politica del ribasso e del fare poco x ottenere voti da turarsi il naso. Ormai i movimenti che trascinano le masse sono falliti dai fatti deludenti degli stessi. Non sono così convinto che alle politiche sia in vantaggio il centro destra. Sono ancora convinto che faranno un governo di unitá nazionale pd forza italia x impedire di governare ai 5 stelle o per non fare una coalizione con la lega, antieuropeista, anti euro e anti legge fornero. Quanto alla regione, Fontana vincerà sul nulla proposto dal pd, come, per converso a brescia, il del bono si farà una passeggiata x essere riconfermato con la sua pessima e mediocre squadra. Il civismo infine sará, come sempre, una lontana chimera x chi ha voglia di pensare alla società ideale….

        • Il vantaggio del centrodestra si concretizzerà per una vittoria schiacciante nei collegi uninominali (70% in Veneto e Lombardia) e per la logica delle coalizioni, che si è sempre in tempo a smantellera il gioro dopo il voto, come succederà. Il Pd riuscirà a spuntarla solo in Emilia Romagna e Toscana: troppo poco, sarà un massacro e la Santa Alleanza con Forza Italia non avrà i numeri necessari. I pentastellati andranno molto bene al Sud, ma non abbastanza a livello nazionale nemmeno per chiedere l’incarico di formare un Governo, cosa peraltro inutile ppoichè nessuno li appoggerà nememno dall’esterno, cioè per desistenza. Del civismo doc non parlo più: tramontato prima dell’alba. Si dovrà, purtroppo, tornare al voto, con tanto di danni oggi inalcolabili.

          • Troppo frammentato il centro destra. E soprattutto formato da forze con obiettivi diversi e storie diverse. E poi c’è il problema dell’europa. Un berlusconi che vuole rimanere in europa e un salvini ed altri che vogliono uscire come si conciliano? Tirando a campare e continuare a prendere in giro gli elettori? Il programma di berlusconi poi è il solito sogno di un’italia che può sforare il patto di stabilità, che diminuisce le tasse a tutti senza sapere dove reperire le risorse, o meglio, scaricando questo problema nelle leggi di bilancio future, e regalare a tutti soldi, come facevano o vecchi dc. Se vincerà il centrodestra sará comunque una situazione di ingovernabilità. E non so l’europa come reagirà se ci faranno parte lega e/o fratelli d’italia.

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