Cgil Brescia: iscritti a quota 102.249, ma sempre in calo

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Bandiera Cgil
Bandiera Cgil

Nel 2017 gli iscritti alla di Brescia (escluso, quindi, il comprensorio Val Camonica Sebino) sono stati 102.249, in calo del 2,3% circa rispetto al 2016. Un calo atteso ma in frenata rispetto agli anni precedenti. In linea con le trasformazioni produttive che stanno interessando la provincia di Brescia, le categorie che diminuiscono sono quelle dell’industria: i metalmeccanici Fiom hanno oggi 13.023 iscritti, la Filctem (chimica, energia, gomma-plastica) ne ha 3.776. Ad avere inciso, oltre al calo del peso della manifattura, sicuramente anche la chiusura definitiva di diverse situazioni di crisi e la (collegata) trasformazione degli ammortizzatori sociali (la fine della mobilità da un lato e la drastica riduzione dei requisiti sulla cassa integrazione straordinaria). Allo stesso modo,  in linea con alcune trasformazioni produttive in atto da tempo, le categorie più in crescita sono la Filcams (commercio e servizi) e i precari del Nidil. Stabili e con variazioni minime le altre categorie, compresi i pensionati dello Spi.

In alcune categorie la componente immigrata, in linea con la loro presenza nei diversi settori produttivi, è particolarmente significativa: nella Flai (agroindustria) gli immigrati sono il 47% del totale degli iscritti, nella Fillea (edili) superano il 40%.  In altre è predominante il numero di donne: nella Flc (scuola e università) le donne sono il 74% del totale, nella Fp (Funzione Pubblica) il 72%, In Filcams (commercio e servizi) il 66%.

In un anno 14.700 nuovi iscritti

Gli iscritti alla Cgil non sono uno stock fisso nel tempo. Nel corso dell’anno ci sono pensionamenti, passaggi da una categoria all’altra (la vicenda della Stefana di Ospitaletto è esemplificativa, con iscritti Fiom passati alla Filcams), tessere annuali da rinnovare ogni anno. Nel 2017 i nuovi iscritti sono stati 14.701, il 14,3% del totale, di cui la gran parte ovviamente tra i lavoratori attivi.

Conti economici in ordine

Il bilancio della Camera del Lavoro è in pareggio. Il calo delle tessere ha comportato minori entrate complessive ma era atteso e la gestione attenta ha comunque garantito l’equilibrio finanziario.

2018, L’ANNO DEL CONGRESSO CGIL…

Il 2018 sarà l’anno del congresso della Cgil, fondamentale momento di verifica dell’organizzazione (che quest’anno si intreccia inevitabilmente con il quadro politico in mutamento) con gli iscritti e i lavoratori. Le assemblee di base inizieranno a metà giugno e si concluderanno in settembre. Da ottobre inizieranno i congressi di categoria e delle Camere del Lavoro territoriali. Il congresso nazionale dovrebbe tenersi entro la fine dell’anno.

…del rinnovo delle Rsu nel Pubblico…

Il 2018 sarà anche l’anno del rinnovo per le Rsu nel Pubblico Impiego e nella scuola, un appuntamento particolarmente significativo per la nostra organizzazione e per le categorie interessate in particolare. Il voto delle lavoratrici e dei lavoratori, oltre che fondamentale e necessario momento di democrazia è anche spunto di riflessione sull’attività fatta. Oltre al tesseramento, di particolare rilievo è infatti anche la verifica attraverso il voto (che riguarda anche i non iscritti all’organizzazione).

…della certificazione della rappresentanza…

Da tempo l’impegno della Cgil è finalizzato anche a portare a compimento il processo di certificazione della rappresentanza. Brescia, insieme a poche altre realtà nazionali, è una di quelle che più hanno fatto passi avanti in questa direzione.  Per le aziende associate all’AIB è attiva la Commissione provinciale dei garanti di Brescia che, nella commissione del 14 dicembre scorso, ha certificato i voti ricevuti da Cgil e Uil nelle elezioni Rsu delle aziende aderenti a Confindustria: in tutto (per il momento) 107 aziende, con oltre 13 mila addetti nel complesso. In tali votazioni i delegati Cgil hanno ottenuto il 72% dei consensi complessivi. Tale rilevazione, insieme a quella degli iscritti,  è necessaria ai fini della rappresentatività nella contrattazione collettiva.

Nel 2018 per la Camera del Lavoro di Brescia sarà importante continuare a contribuire all’attività dell’Osmer – l’osservatorio sulla contrattazione di secondo livello che vede coinvolti , associazioni imprenditoriali e università statale – all’interno del quale si sta lavorando a un comitato sulle disabilità per sperimentare nuovi percorsi di inserimento lavorativo.

…dell’innovazione organizzativa e della formazione…

Nel 2018 la Camera del Lavoro proseguirà anche con il radicamento territoriale che, negli ultimi anni, grazie anche all’importante sostegno dello Spi, ha portato al quasi raddoppio delle sedi decentrate (oggi quarantasei) e ha una presenza capillare in tutti i principali Comuni della provincia. Sedi grazie alle quali  si riesce a dare risposta alle esigenze degli iscritti, sia in termini di tutela individuale che collettiva. È in tali sedi che stanno aumentando considerevolmente gli Uffici EBA per dare  risposta ai lavoratori delle aziende artigiane e gli sportelli per le dimissioni telematiche. Progetto innovativo in via di definizione è anche la costituzione in tale sedi di sportelli finalizzati a dare risposte sempre più adeguate agli iscritti anche sul piano sociale (casa, sostegno al reddito, etc.).  Collegato a tali proposte è anche il processo di digitalizzazione in atto all’interno della Cgil che, in tempi brevi, dovrebbe portare a un maggior dialogo tra le diverse banche dati interne alle categorie e ai servizi, il cui fine è aumentare la capacità di risposta.

È sempre in queste sedi che verrà declinato, in termini di proposta, il Piano del Lavoro della Cgil, nella consapevolezza che disoccupazione (soprattutto giovanile ma non solo) e riqualificazione ambientale del territorio sono problemi che non hanno risposta adeguata.

Il 2018 sarà anche un anno importante per la formazione dei delegati. Diversi saranno i corsi in programma rivolti ai delegati e alle delegate Cgil, risorsa preziosa e fondamentale nel rapporto e nel collegamento tra organizzazione e lavoratori. L’idea di fondo è accelerare il processo di  innovazione dell’organizzazione per essere sempre più adeguati alle trasformazioni in atto. Per non subire tali trasformazioni, ma essere capaci di governarle ( a riguardo vale la pena di ricordare il laboratorio Cgil «idea diffusa», impegnato da tempo nella riflessione e nell’elaborazione di proposte rispetto a Industria 4.0 e conseguenti trasformazioni sul lavoro, la contrattazione, il welfare). Se l’industria è 4.0, questa è la convinzione, anche lavoro e welfare devono essere adeguati alla trasformazione in atto. E non da meno deve esserlo un sindacato come la Cgil.

I SERVIZI

Uffici vertenze Cgil e Fiom

Recuperati per i lavoratori otto milioni di euro

Nel 2017 le pratiche aperte dall’Ufficio vertenze della Camera del Lavoro (che sostiene l’attività di tutte le categorie ad eccezione della Fiom, che ha un ufficio vertenze proprio) sono state 1.259, un dato esattamente in linea a quello dell’anno precedente.  Di queste procedure concorsuali (42%) e recupero crediti (41%) sono la parte più grande, il resto sono state violazioni contrattuali (11%) e consulenze (6%). Da segnalare il dato in crescita del recupero crediti, dovuto a imprese che non pagano stipendi o contributi previdenziali. Aziende che peraltro, spesso, non sono “fallibili” in base alla norma (nemmeno per quella nuova, appena approvata), aspetto che comporta una procedura talvolta complicata per il recupero crediti se non addirittura inutile, nei casi non infrequenti nei quali i costi della pratica superino quelli dell’eventuale ritorno economico per il lavoratore. Anche nel 2017 si conferma il calo delle violazioni contrattuali (licenziamenti, accertamento lavoro subordinato, impugnazione contratto, riconoscimento danno biologico, etc.), il cui motivo è da ricercarsi in parte anche nei recenti interventi legislativi che hanno ridotto le tutele del lavoro dipendente e la riforma del codice civile che ha introdotto l’obbligo per il giudice di condannare chi perde la causa a pagare le spese legali, disincentivando in questo modo ulteriormente il contenzioso giudiziario. In forte crescita anche il numero dei tirocini formativi (400 euro al mese, soprattutto nel commercio), diventati oramai una vera e propria forma di dumping salariale (prevista dalla legge) in alcuni settori, soprattutto nel commercio. Nei casi più eclatanti si sta percorrendo la strada del ricorso, assai difficile dal momento che la norma li consente.

Le competenze recuperate dall’ufficio vertenze Cgil e rese ai lavoratori ammontano a circa 3 milioni e mezzo di euro (2,2 per i fallimenti)

ufficio vertenze Fiom

L’attività di Ufficio Vertenze e Ufficio Procedure Fiom di Brescia ha registrato una leggera flessione, che rispecchia l’andamento delle procedure fallimentari dichiarate dal Tribunale. Nel 2017 sono state raccolte complessivamente 650 vertenze, per licenziamenti, mancato pagamento competenze, differenze salariali, arretrati e Tfr, controlli generali, collegi e varie, e sono 34 i fallimenti seguiti dall’ufficio Procedure Fiom, per circa 300 lavoratori, pari al 14% dei fallimenti totali dichiarati complessivamente dal Tribunale di Brescia sezione Fallimentare (240 nel 2017).

Le competenze recuperate dai fallimenti e distribuite ai lavoratori sono di circa 3 milioni di euro; mentre le competenze recuperate dalle vertenze e rese ai lavoratori sono di circa 1 milione e 400 mila euro, per un totale di circa 4 milioni 400 mila euro. 

Inca, 55 mila pratiche in un anno. Oltre 18mila quelle di sostegno al reddito

Nel 2017 le pratiche gestite dall’Inca sono state circa 55 mila, 20 mila delle quali nella sede centrale cittadina e il resto nelle 11 sedi zonali della provincia (46 permanenze in uffici della Camera del Lavoro). Di queste, le pratiche di sostegno al reddito sono state 18.676, di cui poco meno della metà di disoccupazione. Queste ultime sono in lieve calo rispetto al boom del recente passato (quando avevano superato quota 11 mila), ma sono ancora alte. In molti casi si tratta di contratti a tempo determinato. Se fino allo scorso anno il servizio Inca è stato gratuito per tutti, novità del 2018 sarà l’introduzione di una tariffa per alcune prestazioni per i non iscritti alla Cgil. Una scelta sofferta, maturata (ultimi a farlo tra i maggiori patronati) a seguito dei continui tagli decisi dal Governo che solo per l’Inca Cgil di Brescia hanno comportato una riduzione dei fondi di oltre 100mila euro. La tariffa, tra i 5 e i 20 euro a seconda della prestazione, sarà fatta pagare solo ai non iscritti Cgil che hanno un reddito. Per tutti gli altri, iscritti Cgil o disoccupati, il servizio continuerà a essere gratuito. Negli ultimi anni, a fronte di una riduzione dei fondi nazionali, i patronati hanno dovuto incrementare la loro attività, diventando talvolta sostituti di attività proprie dell’Inps o di soggetti privati. Non bastasse, talvolta l’attività è stata resa ulteriormente complicata da norme confuse e contraddittorie. La vicenda dell’Ape sociale e dei precoci, con circolari diffuse in ritardo poi contraddette da altre, ha senz’altro caratterizzato l’attività del 2017. L’augurio è che dal 2018, almeno su questo fronte, il legislatore si muova con minore confusione.

Sunia-Apu, iscritti in crescita

Nel 2017 gli iscritti al Sunia-Apu (sindacato inquilini, associazione proprietari utenti) sono stati 2.300, in crescita di circa il 5% rispetto al 2016. Di questi poco più del 20% risultano come nuovi iscritti. Anche nel corso del 2017 il problema della qualità e della gestione dell’edilizia residenziale pubblica è stato quello principale affrontato dal Sunia. Diminuiti gli sfratti di numero rispetto al passato (anche perché è calato il numero di affittuari da sfrattare…) dare una risposta sociale agli sfratti è diventato sempre più complicato: non finanziato da Stato e Regione Lombardia (diversamente da quanto fatto in altre regioni) il fondo sociale affitti, è venuto meno un sostegno che agiva in modo preventivo. A questo si aggiunge una legge regionale che ha diminuito l’offerta di edilizia popolare per le situazioni di emergenza. A disposizione è quindi rimasto solo il fondo morosità incolpevole che, per definizione, è però strumento utilizzabile solo a valle del processo che porta al mancato pagamento degli affitti.

Federconsumatori: un anno intenso sul fronte della telefonia e dell’energia

Le pratiche gestite da Federconsumatori nel 2017 sono state 530 mentre gli iscritti hanno raggiunto quota 764. Tra i settori di attività più rilevanti quelli della telefonia e dell’energia, senza dimenticare il sostegno agli azionisti di banche coinvolti nel collocamento di azioni “illiquide” e ai risparmiatori alle prese con le vicende dei buoni postali fruttiferi. Molte e diverse dimensioni nelle quali il cittadino consumatore ha bisogno di un alleato forte e attrezzato per affrontare un mercato insidioso e non sempre trasparente.

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  1. Strano però che i conti son a posto quando i bilanci non sono pubblici, lo spreco è di casa in queste organizzazioni (vedasi x esempio i telefonini cambiati e nuovi ogni anno ai delegati), e l’impossibilitá pratica per il lavoratore di sapere come vengono spesi i soldi della sua tessera, cosa fanno suoi delegati, dove vanno, quanto prendono, ecc. Per esperienza non è certo luogo di trasparenza e di democrazia…

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