Grillini, per un posto sicuro in Parlamento a Brescia bastano 200 voti

Poco piiù di 200 preferenze. E' quanto basta, nel movimento fondato da Beppe Grillo, per diventare parlamentari della Repubblica a colpo sicuro, visto che l'attuale sistema elettorale prevede - nei collegi plurinominali - liste bloccate in cui sono le segreterie a decidere di fatto chi sono gli eletti

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Vito Crimi
Vito Crimi

(a.t.) Poco piiù di 200 preferenze. E’ quanto basta, nel movimento fondato da , per diventare parlamentari della Repubblica a colpo sicuro, visto che l’attuale sistema elettorale prevede – nei collegi plurinominali – liste bloccate in cui sono le segreterie a decidere di fatto chi sono gli eletti.

I cinque stelle hanno reso noto le preferenze prese dagli aspiranti alle Parlamentarie. E i numeri – che hanno confermato gli uscenti – lasciano poco spazio alle interpretazioni. Il deputato uscente – sicuro rieletto – ha ottenuto infatti 264 voti, mentre è arrivato a 248 e a 116. Per il Senato, invece, un nome ormai notissimo come non è andato oltre quota 347. Al secondo posto (122) e al terzo Roberta Zucca con 84.

L’altro dato curioso è che il candidato premier Di Maio di preferenze ne ha prese soltanto 490. Mentre alcuni suoi compagni di partito hanno fatto molto meglio: Carla Ruocco, ad esempio, ne ha prese 1691, mentre Federica daga (sempre nel Lazio) 1027. Ma la più votata è stata Paola Taverna con 2136 preferenze: 5 volte quelle di Di Maio, che in questa classifica non rientra nemmeno nei primi dieci.

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2 Commenti

  1. Peccato che non vi siete fatti conoscere sul territorio e nemmeno in loggia, i vostri colleghi, si sono distinti per lavoro e presenza fra la gente. Inoltre, crimi e company:-rendetevi conto che non potete non affrontare problematiche come quelle dell’otto per mille (non so se per opportunismo o per mancanza di volontà) e poi chiedere sacrifici alla gente.

  2. Certo che mi sembra che a volte i grillini pecchino di ingenuitá, oppure è furberia per accomodarsi anche loro senza cambiare nulla? Mi riferisco in particolare al reddito di cittadinanza che interesserebbe moltissimi giovani e non pochi meno giovani e quindi raccoglierebbe un notevole successo elettorale. Perchè non finanziarlo con l’abolizione dell’otto, conque e due per mille, un contributo di solidarietà su tutte le pensioni di importo superiore a 4 volte la minima, abolizione dei vitalizi futuri e contributo di solidarietà pesante su quelli acquisiti, rimodulazione degli 80 euro dati solo alle famiglie con reddito complessivo inferiore a 35.000 euro e in funzione del numero di figli a carico (comprese coppie di fatto), elominazione della possibilità di detrarre/dedurre le offerte fatte alle onlus, dimezzamento indennità dei parlamentari e consiglieri regionali con conseguente eliminazione dei relativi vitalizi. Questo mi sembrerebbe un buon modo di redistribuire le risorse, no?

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