Risse e spaccio in stazione, la denuncia corre via Facebook – GUARDA IL VIDEO

Tutto è contenuto nella pagina Facebook Stazione di Brescia e dintorni, che pur contando solo 53 Mi piace ha richiamato migliaia di visualizzazioni sui video postati per "denunciare" episodi di ordinaria violenza in via Solferino e dintorni

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Un frame di un video che documenta l'ennesimo episodio di violenza alla Stazione di Brescia, da Facebook
Un frame di un video che documenta l'ennesimo episodio di violenza alla Stazione di Brescia, da Facebook

L’ultimo post è di poche ore fa e, con un video ripreso dalle finestre di un palazzo, descrive in maniera eloquente l’ennesimo episodio di violenza nella zona della Stazione, con una rissa tra ubriachi avvenuta lunedì alle 4 di pomeriggio. Ma il campionario dei filmati e dei reati documentati – con il cellulare – è ben più ampio.

Tutto è contenuto nella pagina Facebook Stazione di Brescia e dintorni, che pur contando solo 53 Mi piace negli ultimi mesi ha ottenuto migliaia di visualizzazioni sui video postati per “denunciare” episodi di ordinaria violenza in via Solferino e dintorni. Nell’elenco, infatti, si possono notare diversi episodi di spaccio, stranieri che urinano per strada alla luce del sole, diverbi con commercianti che si concludono con atti violenti, gente che consuma alcolici in strada (in evidente stato di alterazione) nonostante le ordinanze che lo vietano, spinelli fumati in pieno giorno sul marciapiede e personaggi che compiono atti di inciviltà e reati. Episodi che testimoniano come il livello di insicurezza del quartiere sia ancora alto, nonostante Loggia e forze dell’ordine abbiano intensificato i controlli negli ultimi mesi.

Non è noto chi siano i promotori della pagina, ma – visti i contenuti – è facile immaginare che si tratti di residenti o lavoratori dei numerosi uffici della zona, esasperati per i quotidiani episodi di ordinaria civiltà e illegalità della zona.

In serata, sulla questione, è arrivata anche una nota del consigliere comunale leghista Massimo Tacconi.

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