Di Mezza sferza Forza Italia: sembra la Fattoria degli animali

A scriverlo, con un post su Facebook, è l'ex assessore comunale al Bilancio Fausto Di Mezza, il cui nome era circolato a lungo nelle scorse settimane come possibile candidato sindaco del centrodestra prima dell'indicazione di Paola Vilardi

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Fausto Di Mezza
Fausto Di Mezza

Parlo da osservatore esterno senza cognizione di causa ma da quel che vedo Forza Italia a Brescia è diventata un po’ come la fattoria degli animali di George Orwell sono tutti uguali ma qualcuno è più uguale degli altri”. A scriverlo, con un post su Facebook, è l’ex assessore comunale al Bilancio Fausto Di Mezza, il cui nome era circolato a lungo nelle scorse settimane come possibile candidato sindaco del centrodestra prima dell’indicazione di Paola Vilardi. Di Mezza risponde così al duro post sui transfughi forzisti di Vigilio Bettinsoli.

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4 Commenti

  1. ” che partito ” devono ringraziare solo “la Berlusca SPA ” che da sola porta e portera’ sempre il 10/15 % dei consensi, peones ,transfughi, leali e fedeli inclusi o esclusi fa uguale

  2. Chiara la polemica di Di Mezza. Meno quella di Bettinsoli. Infatti leggo le durissime parole dell’amico Virgilio sui suoi voltagabbana. Ovviamente non mi intrometto nel merito, ma se posso dire una sola cosa, più ancora di chi ha chiesto, mi colpisce chi ha accolto questi “vergognosi” voltagabbana, visto che son “fratelli” ed amici tuoi in alleanza (FdI). Al punto che, pur nel tuo imbarazzato silenzio al riguardo, son loro (FdI) che si meriterebbero ancor più le tue feroci reprimende. Gli uni, quelli della “vergogna” come tu dici, avran sì bussato, ma son gli altri amici tuoi che hanno aperto…o sbaglio Virgilio?

    • Andrei oltre con le osservazioni: come nell’episodio bresciano che commentiamo, quanto sta accadendo all’interno della cosiddetta coalizione di centrodestra in vista dell’imminente tornata elettorale, la dice lunga sulle profonde diversità quotidianamente palesate dai tre principali alleati (più di nome che di fatto), anche con riferimento ai punti di un programma che, così almeno vorrebbero far credere agli elettori, hanno prima sottoscritto e condiviso. Assistiamo anche già agli esiti preventivabilii della vergognosa legge elettorale pensata e voluta da Renzi e ancor più voluta da Berlusconi per frenare i pentastellati, ma che nella realtà privilegia le coalizioni più ampie possibili, come appunto quella di centrodestra e le roccaforti partitiche dove far elegggere i propri “nominati”, al di là delle connotazioni distintive. Potremmo riuassumere tutto in una parola: il caos, premeditato, affidato alla certificazione degli elettori. I quali, il 5 marzo, si ritroveranno ad auspicare una qualsiasi soluzione all’inevitabile crisi politica apertasi e, magari, proprio le “larghe intese” tra uno spavaldo giovanotto omicida del proprio schieramento politico ed un ottuagenario pregiudicato per frode fiscale, incandidabile ed ineleggibile. Complimentoni a tutti…

      • Infatti. Aggiungo però che anche i pentastellati non hanno alcuna intenzione di fare delle vere riforme, vedasi quelle sull’otto per mille, sul reddito di cittadinanza, sulle pensioni, sul fisco, sull’europa, sull’immigrazione. Diciamo che il connubio Renzi Berlusconi ha partorito una legge elettorale per impedire che il potere andasse nelle mani dei cinque stelle. Punto. Una legge ad hoc per il potere. E solo per tenerlo saldo (insieme, con un nazareno, o con uno dei due schieramenti, pd o centrodestra) hanno svenduto il paese con una legge elettorale suicida e che comprometterà il futuro. La vedo un po’ come i governi del pentapartito degli anni Ottanta e poi cattocomunisti degli anni Novanta che, con il debito pubblico che hanno creato, hanno gettato sulle generazioni successive dei macigni tali da rendere irrisolvibile la questione economica-fiscale e previdenziale del nostro paese.

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