A Sfida Italia 4.0 si spiegano (e si emettono) criptovalute

Continua nell’ottica del “far toccare con mano” la logica di Sfida Italia 4.0. E nella digital factory di Flero arriva un miner per far luce sulle cripto valute di cui tanto si è parlato negli ultimi mesi, complice il valore “impazzito” del bitcoin

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Da sinistra: Petr Kropotkin e Ivan Losio, Sei Consulting / Sfida 4.0
Da sinistra: Petr Kropotkin e Ivan Losio, Sei Consulting / Sfida 4.0

Continua nell’ottica del “far toccare con mano” la logica di Sfida Italia 4.0. E nella digital factory di Flero arriva un miner per far luce sulle cripto valute di cui tanto si è parlato negli ultimi mesi, complice il valore “impazzito” del bitcoin.

“Una macchina dimostrativa, installata per spiegare nel pratico l’attività di mining di criptovalute” spiega Ivan Losio, amministratore di Sei Consulting.

“Nel concreto la macchina è costituita da 6 schede video collegate insieme, che forniscono una potenza di calcolo di circa 150 Mh/s (misura della velocità di scorrimento degli indici della blockchain). Tale potenza di calcolo permette di contribuire alla certificazione delle transazioni della blockchain in questo caso della rete Ethereum. Più nello specifico, l’attività di certificazione delle transazioni consiste nel verificare l’autenticità delle stesse (per prevenire attacchi alla rete) attraverso la risoluzione di un complesso algoritmo chiamato Proof of Work. Nonostante la complessità il problema  viene risolto in tempi rapidi (circa 20 secondi in media per blocco) distribuendo i compiti su più macchine che cercano le soluzioni contemporaneamente scorrendo la blockchain. La macchina che riesce a recuperare le soluzioni prima delle altre convalida il blocco di transazioni – in gergo “mina il blocco” e lo aggiunge blocchi precedenti contenuti nella blockchain. La potenza messa a disposizione dal miner viene ricompensata con i nuovi coin emessi al momento della convalidazione del nuovo blocco. Solitamente nelle blockchain è codificato un meccanismo deflattivo, tale per cui all’aumentare dei blocchi complessivi (dimensione della blockchain) la ricompensa per il blocco diminuisce. Questo assieme ad altri fattori di natura più speculativa influenza poi i prezzi delle criptovalute ” spiega Petr Kropotkin, collaboratore di Sei Consulting.

“Oltre a dare un risvolto concreto ad un tema poco conosciuto e tanto discusso ci interessa trasferire la logica alla base dell’emissione di valute elettroniche, ovvero la blockchain, la “catena di blocchi” non modificabile nel tempo” aggiunge Losio “per tener elevata l’attenzione su temi di innovazione, anche nel campo del fintech”. Questo sarà possibile anche ospitando nuovi progetti nell’area che Sfida si appresta ad aprire in primavera, ulteriori 300 mq adiacenti alla struttura odierna.

Per questo motivo oltre alla possibilità di vedere la macchina in funzione a Flero, il tema sarà oggetto dell’incontro del prossimo sabato 17 febbraio alle ore 10 presso la Digital Factory. Nell’occasione Petr Kropotkin, Giorgio Pasini Ruffoni e Vincenzo Oliviero (team di Crypto Advisory)  guiderà condurranno il workshop CRYPTO TRENDS – BITCOIN, BLOCKCHAIN E SICUREZZA , per fare un po’ di chiarezza su una realtà, suscettibile di ridimensionarsi, ma non certo destinato a scomparire. In primo luogo perché, forse per la prima volta, i mercati finanziari sono stati sfruttati da operatori non professionali, grazie all’uso della rete e dei social network. Inoltre per la possibilità di replicare il meccanismo della blockchain in risposta a diversi temi tecnici e fintech, creando nuovi modelli basati su piattaforme che introducono nuovi

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