Calzificio cinese chiuso: operai-schiavi per un euro all’ora

All'interno nove operai, di cui cinque clandestini: tutti dormivano lì in condizioni igieniche precarie e guadagnavano uno stipendio da fame

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Carabinieri
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Un euro all’ora, poco più. E’ questa la cifra che pagava i suoi dipendenti un “imprenditore” cinese, titolare di un calzificio ad Acquafredda, piccolo Comune della Bassa bresciana.

Secondo quanto scoperto dai Carabinieri, infatti, l’uomo dava lavoro a nove persone, di cui cinque senza contratto e senza alcun titolo per restare in Italia. Le condizioni ambientali, poi, erano proibitive: il capannone era completamente fuori norma e privo di riscaldamento, inoltre all’interno erano stati ricavati anche alcni giacili per i poveri operai che dormivano lì, mangiavano lì (in condizioni igieniche precarie) e lavoravano almeno per dieci ore al giorno (per sei giorni su sette). Il tutto per non più di 15 euro a giornata.

I carabinieri della Stazione di Carpenedolo – secondo quanto riportato dal Gdb on line – hanno sequestrato l’immobile, arrestando il titolare e comminandogli una multa da 56mila euro. Mentre i lavoratori clandestini sono stati mandati in un centro di prima accoglienza.

 

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  1. Questo é, giustamente, considerato sfruttamento. Una badante che presta servizio giorno e notte, esclusi sabato pomeriggio e domenica, per 900 euro al mese, assicurata, no! Quindi 4,60 euro all’ora (a forfait senza quindi notturno, supplementare, ecc…) è una paga non da sfruttamento? Poi ci si domanda perchè gli italiani non lo vogliono fare? Tutto quindi è relativo, quando sei tu a dare lavoro? Magari proprio tu che per decenni hai fatto mille battaglie sindacali per ottenere l’aumento, gli scatti, le qualifiche, il minimo sindacale, perchè eri lavoratore sfruttato dal tuo padrone. Ora che le parti si invertono, no?

    • Credo che il problema sia, più in generale, quello di un Paese ad illegalità molto diffusa, nel quale i furbi, gli scaltri, e pure gli evasori sono una normalità che viene aprrezzata e considerata degna di rispetto quando si parla di imprenditori che danno lavoro, anzichè un’anomalìa da condannare e magari anche da sanzionare ben più duramente di quanto non avvenga. Poche regole e sempre meno controlli nel mondo del lavoro, tutele sempre più irriilevanti, precarietà ormai generalizzata, sfruttamento diffuso: tutto questo in nome di quella flessibilità senza la quale non si potrebbe competere nell’economia globalizzata. Eppure, basta andare in Germania, in Olanda, in Svezia, ma pure in Francia e persino in Spagna per capire che da noi le cose vanno molto peggio, anche vedendo ad esempio come la manodopera straniera, poco remunerata o prevalentemente in nero, sia stata utilizzata per un gioco al ribasso vergognoso. Un piccolo artgiano del padovano, terzista nelle lavorazioni di capi in pellle, mi mostrava alcuni giorni fa dei giubbotti che, come prodotto di due brand dell’alta moda, vengono venduti a circa 2.500 euro a fronte di un costo effettivo finale, tutto compreso, di circa 100 euro. L’artigiano, primo passaggio della filiera, ne incassa (non guadagna…) 27 e si deve accontentare per sopravvivere se no…lo fanno i cinesi (parole testuali). Certo, poi ci sono le bandanti dell’est che sostituiscono da noi il sistema di welfare “in via di estinzione”, ma le regole minime e la dignità del lavoro sono scomparsi da tempo e questo lo sanno soprattutto i giovani…

      • Diciamo che la manodopera a basso costo e senza pretese piace a tutti, in italia e fuori. E non c’è distinzione di classe sociale o di ideologia. Queste sono solo posizioni o teorie che servono per salvaguardare se stessi e o propri interessi solo per diventare classe dominante. Come nei fatti è sempre avvenuto per la sinistra che, una volta occupati i posti chiave e ben remunerati, si è imborghesita credendo anche di divenire aristocratica (radicalchic). Ed infatti il lavoratore sfruttato piace al datore di lavoro (sia esso imprenditore o ex dipendente di sinistra che assume una badante) perchè lo paga poco e non ha pretese, piace ai sindacati perchè lo puoi ancora illudere di migliori condizioni (incerte) in cambio di tessere (soldi sicuri), piace al mercato perchè abbassa drasticamente i prezzi (vedasi per esempio i barbieri stranieri e quelli italiani), piace alla chiesa e alla caritas perchè hai ancora qualcuno che ti ascolta e non ti critica. Toccando quindi tutti o poteri forti presenti in italia, ecco che gli stranieri appaiono come una risorsa. I concetti di sfruttamento e di schiavitù non valgono quindi in questi casi…. Tutto relativo…

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