Crescini, un fotografo bresciano ritrovato | MOSTRAMI UNA MOSTRA / 47

Nato l’11 gennaio del 1933 e morto il 5 maggio del 2013, Arturo Crescini è stato insieme a Giuseppe Palazzi, Piero Vitali Fausto Schena, Eros Fiammetti, Vincenzo Cottinelli un fotografo capace di esprimere in pieno il neorealismo bresciano, dagli anni ’50 alla fine degli anni ’60

0
Arturo Crescini fotografo ritrovato, in mostra nel palazzo comunale di Brescia, foto di Enrica Recalcati per www.bsnews.it
Arturo Crescini fotografo ritrovato, in mostra nel palazzo comunale di Brescia, foto di Enrica Recalcati per www.bsnews.it
Enrica Recalcati, opinionista di BsNews.it
La scrittrice Enrica Recalcati, opinionista di BsNews.it

di Enrica Recalcati – Nato l’11 gennaio del 1933 e morto il 5 maggio del 2013, Arturo Crescini è stato insieme a Giuseppe Palazzi, Piero Vitali Fausto Schena, Eros Fiammetti, Vincenzo Cottinelli un fotografo capace di esprimere in pieno il neorealismo bresciano, dagli anni ’50 alla fine degli anni ’60.

Arturo, un personaggio eccentrico e poliedrico dalle tante passioni.

Alpinista, istruttore di roccia, botanico e fotografo, attività svolte tutte con infinita passione e dedizione. Non era un uomo delle mezze misure, ma dagli impulsi forti e dall’indole sanguigna, capace di trasmettere nelle sue fotografie messaggi di una umanità penetrante.

Nel 2000 fonda insieme a Eros Fiammetti l’associazione “Biancoenero”, lasciando tutt’ora un’impronta profonda e importante fra gli amici e soci. Lo ricordano tutti con affetto e stima: da Bianca, l’amatissima moglie, all’amico e celebre alpinista Franco Solina, da Eros Fiammetti e alla ragazza coi libri, ora signora, ritratta sulla copertina del catalogo.

A N.Y., in occasione di una mostra nel 2016, tre anni dopo la morte, è stato considerato fra i migliori fotografi italiani contemporanei.

Per me, che ammiro le sue foto, è un genio, un genio genuino, un figlio dell’arte bresciana.

Un vero artista dell’immagine in bianco e nero curata in ogni dettaglio di ombre, di luci, di pose, di diaframma.

Mi colpisce per la sua umanità, per quel talento tutto personale di catturare lo sguardo di chi osserva, accompagnando alla vista di particolari che fanno riflettere.

Niente è a caso. Ogni foto ha rapito momenti unici, istanti che descrivono un tempo, una situazione, un accadere dei fatti che ci riconduce a una storia. Arturo racconta, magicamente.

Questa mostra profuma di testimonianza, che è l’unica chiave di volta per capire la storia.

Brescia deve essere orgogliosa di questi suoi figli perché celebrandoli si aumenta la consapevolezza di essere parte di una grande città dal volto culturale.

Il bimbo contadino affascinato dal suo semplice e povero giocattolo, col falcetto del fieno appoggiato al muro che ci racconta tanto di lui. La ragazza adolescente coi libri, la donna universitaria, le storie dei camionisti, e dei bambini che giocano alla guerra.

Tante immagini belle, stampate ai sali d’argento vintage, su carta barinata, con effetto lucido a specchio con processo di smaltatura a caldo, opera dello stesso autore.

La mostra è curata e presentata dall’Associazione “Biancoenero”.

LA SCHEDA DELLA MOSTRA

Arturo Crescini fotografo ritrovato

palazzo Loggia salone Vanvitelliano

dal 10 febbraio al 24 febbraio 2018

dal lunedì al venerdì 9;12,30/ 14;19

sabato mattina dalle 9 alle 12,30 ingresso libero

LEGGI LA PUNTATA PRECEDENTE DELLA RUBRICA

GUARDA LE FOTO DELLA MOSTRA

Comments

comments

Lascia una risposta (la prima volta la redazione deve accettarla)

Per favore lascia il tuo commento
Per favore inserisci qui il tuo nome