Stop al teleriscaldamento, Parmigiani (Leu) all’attacco sull’ambiente

Tra le proposte anche: rafforzare il fattore di pressione previsto dalla Regione sulle cave, mantenere la gestione dell'acqua in ambito pubblico e impiegare da subito gas naturale anziché carbone per l’alimentazione del GR3 di Lamarmora

0
Francesca Parmigiani
Francesca Parmigiani

Rafforzare il fattore di pressione previsto dalla Regione sulle cave, mantenere la gestione dell’acqua in ambito pubblico, bloccare l’estensione della rete del , impiegare da subito gas naturale anziché carbone per l’alimentazione del GR3 di Lamarmora. Sono queste alcune delle proposte, che certo faranno discutere, avanzate da , candidata di alla Camera e consigliere comunale di maggioranza della civica guidata da in Loggia.

Nel comunicato, Parmigiani non manca anche di tirare una stoccata agli ex amici del Pd: “Rispetto a questo tema”, si legge, “- pur nella diversità delle appartenenze – riconosco il positivo lavoro avviato dall’on. , che – nonostante questo – non è stata ricandidata dal PD, le cui liste sono state composte sulla base della fedeltà a Renzi, non delle competenze espresse”.

IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

Credo che la sinistra abbia bisogno di una nuova rappresentanza parlamentare che sappia portare la voce di Brescia a Roma, soprattutto in relazione alle molteplici criticità ambientali che affliggono la nostra città e la provincia circostante. In una campagna elettorale nella quale l’ambiente ha rappresentato il grande assente, LeU pone al centro del proprio programma la sostenibilità ambientale e la riconversione ecologica dell’economia, come cardine di una nuova politica economica, industriale e dell’innovazione per far crescere la qualità della vita, per tutelare la salute dei cittadini e per creare lavoro.

Nella legislatura appena conclusa si sono registrate inerzie e resistenze a colpire gli interessi consolidati e conservatori di alcune categorie economiche e l’incapacità di cogliere l’occasione della conversione ecologica dell’economia. Basti pensare allo Sblocca Italia, una manovra contro l’ambiente, che offre mano libera agli interessi speculativi sui beni comuni con il rischio che ai danni ambientali si aggiunga – come segnalato dal Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone – un aumento dell’illegalità.

E ancora: secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente, l’Italia è tra i primi Paesi in Europa per decessi prematuri causati dall’esposizione all’inquinamento atmosferico, con circa 91 mila morti: 66.630 morti premature attribuibili all’esposizione al PM 2,5, 21.040 all’NO2 e 3.380 all’O3.

Il Governo e il Parlamento uscenti hanno mostrato un’estenuante mancanza di impegno su questo tema, al punto che la timidissima e reticente Commissione Europea non ha esitato a minacciare ripetutamente per il nostro Paese il deferimento alla Corte Europea di giustizia; deferimento che può comportare sanzioni per circa un miliardo di euro. La Commissione ha, in particolare, intimato all’Italia di adottare misure strutturali per ridurre il particolato gravemente al di sopra dei limiti consentiti in nove zone, per lo più in Piemonte e Lombardia, tra le quali Brescia.

Il cambio di passo necessario è oltremodo chiaro. Si tratta di misure contenute nel nostro programma: approntare una strategia nazionale degli interventi per la qualità dell’aria; integrare obiettivi e interventi di riduzione dei gas climalteranti e dell’inquinamento atmosferico nella Strategia Energetica Nazionale; impiegare tassazione e limitazioni alla circolazione per migliorare sensibilmente il profilo emissivo della mobilità urbana, con più trasporto pubblico, condiviso e integrato, meno auto private, più elettrico, ibrido plug-in e gas; coinvolgere il settore agricolo e zootecnico in un percorso di drastica riduzione delle emissioni di ammoniaca, grande precursore del particolato.

Viviamo in una Regione – la Lombardia – soffocata da alcune infrastrutture (si pensi a Pedemontana, TEM, Brebemi, superstrada Vigevano-Malpensa), che oltre a produrre sperpero di risorse collettive e scempi ambientali, sono del tutto inutili. Per questo ci opponiamo alla realizzazione del raccordo autostradale della Val Trompia e proponiamo – al contrario – una moratoria del cemento che preveda lo stop al consumo di suolo e investimenti pubblici per la rigenerazione, la riqualificazione, la messa in sicurezza del territorio, delle infrastrutture esistenti, a partire dalla rete ferroviaria: è inconcepibile, infatti, che in uno dei Paesi del G7 vi siano treni obsoleti, non funzionali, con le inefficienze dei quali i pendolari devono fare quotidianamente i conti per recarsi al lavoro.

La riconversione ecologica passa poi per gli incentivi alla riqualificazione energetica e per la decarbonizzazione delle centrali entro il 2025.

E’ necessario cancellare i sussidi – diretti e indiretti – a petrolio, carbone e altre fonti fossili altamente inquinanti e pericolose per la salute, incentivando, al contrario, il settore delle energie rinnovabili che aiutano le famiglie anche a risparmiare in bolletta.

Questo significa, ad esempio, a partire dalla nostra città, rivedere il sistema energetico locale, bloccare l’estensione della rete del teleriscaldamento perché non più concorrenziale in termini di resa, impiegare da subito gas naturale anziché carbone per l’alimentazione del GR3 di Lamarmora al fine di ridurre le emissioni di gas climalteranti e di inquinanti nocivi a livello locale, individuare un Piano per l’Efficientamento Energetico degli edifici, a partire da quelli pubblici.

LeU si ispira ai principi dell’economia circolare, quindi nel programma aderiamo alla strategia rifiuti zero per superare – tema rispetto al quale Brescia non può che essere sensibile – la centralità dell’incenerimento dei rifiuti e del conferimento degli stessi in discarica; ciò accompagnato dalla necessità di rafforzare e rendere più rigoroso il fattore di pressione introdotto da Regione Lombardia.

Quanto alla tutela dei beni comuni, noto è il nostro impegno a difesa dell’acqua pubblica, in particolare in provincia di Brescia dove è stata scelta una gestione mista pubblico-privata, non in linea con la volontà popolare emersa dal referendum 2011, in occasione del quale i cittadini italiani si erano inequivocabilmente espressi a favore della gestione pubblica dei servizi idrici.

Nel nostro programma prevediamo, infine, un piano urgente per le bonifiche dei siti contaminati; ciò è essenziale per Brescia, dove – vista la presenza di vaste aree contaminate (Caffaro, Baratti-Inselvini, Forzanini, ex Pietra, ex Cava Piccinelli, ecc.), è urgente elaborare un piano strategico che definisca priorità e criteri per raccogliere fondi statali e – rispetto al Sin Caffaro – anche europei, per la bonifica e la messa in sicurezza.

Rispetto a questo tema – pur nella diversità delle appartenenze – riconosco il positivo lavoro avviato dall’on. Miriam Cominelli, che – nonostante questo – non è stata ricandidata dal PD, le cui liste sono state composte sulla base della fedeltà a Renzi, non delle competenze espresse. Anche per questo credo sia necessaria una nuova rappresentanza parlamentare che – da sinistra – porti all’attenzione le criticità bresciane. Una voce libera, critica e coraggiosa, che personalmente mi candido a rappresentare.

Francesca Parmigiani

Candidata per Liberi e Uguali alla Camera dei Deputati

Collegio plurinominale di Brescia

 

 

Comments

comments

Lascia una risposta (la prima volta la redazione deve accettarla)

Per favore lascia il tuo commento
Per favore inserisci qui il tuo nome