Trading on line, alcuni consigli utili prima di iniziare

0

Secondo una vecchia storia che circola sul web americano Joseph Kennedy vendette tutte le azioni che possedeva il giorno prima del famoso “giovedì nero” del 1929. Perché? Perché un lustrascarpe gli aveva dato un consiglio finanziario e lui pensò che se perfino un lustrascarpe possedeva delle azioni, evidentemente, il mercato poggiava davvero su basi instabili.

Parliamo degli anni Trenta. Ma oggi viviamo in un’epoca in cui qualsiasi “lustrascarpe” (qualsiasi utente del web, anche quello che fa il lavoro più umule) può accedere direttamente a strumenti finanziari on line, senza ricorrere a intermediari. Per farlo basta essere in possesso di una normale carta di credito e di un computer connesso alla rete.

Per certi versi si tratta di una novità positiva, perché la disintermediazione permette a chiunque ne abbia le abilità di emergere e di guadagnare in maniera significativa, indipendentemente dal suo “pedigree”. Ma il rovescio della medaglia è che – per dirla con la storia attribuita a Kennedy – molte persone inesperte, attirate dal miraggio di facili, sono entrate nel mercato. Mettendo a rischio soprattutto i propri (piccoli) capitali.

Per questo, prima di lanciarsi nel trading on line – nell’interesse proprio, ma anche della solidità dell’intero sistema di mercato – è necessario conoscerne bene gli strumenti e le regole di funzionamento, come cerchiamo di fare in questa breve guida on line.

La scelta del broker on line

Il primo passaggio da compiere è quello di affidarsi a un broker: non a una persona fisica, come dicevamo, ma a un sito specializzato su cui aprire un account e iniziare a investire. Le aziende tra cui scegliere sono numerose. Ma non mancano i siti trappola, che aprono, raccolgono capitali e poi – “improvvisamente” falliscono. Per questo è consigliabile affidarsi agli operatori certificati, con un brand noto e una presenza di mercato storicizzata. E in questa scelta un valido supporto possono essere le numerose guide on line come www.guidatradingonline.net

Nella decisione, poi, è opportuno tenere in considerazione altri parametri, tra cui la somma da investire, il livello di esperienza nel trading finanziario dell’investitore e la frequenza con cui si vogliono effettuare gli scambi. I cassettisti (cioè coloro che comprano titoli per tenerli a lungo) dovrebbero accertarsi infatti di non avere costi aggiuntivi in caso di inattività dell’account, mentre coloro che vogliono fare molti scambi devono assicurarsi di avere un prezzo unitario ridotto.

Esistono diversi tipi di trading

Uno dei numerosi fattori da tenere a mente nella scelta è che esistono diverse tipologie di trading on line. Lo stock trading è quello in cui si acquistano e vendono titoli – azioni – quotati su borse pubbliche (ad esempio il Nasdaq). Mentre nel Forex l’oggetto delle compravendite sono le valute. Ancora, le opzioni sono forme di negozioziazione derivate, in cui si gestiscono contratti e diritti di compravendita sui sottostanti. Una forma finanziaria ancora più spinta sono infine le opzioni binarie, scommesse sull’andamento di un titolo o di una valuta nell’arco di tempo che si concludono con la perdita dell’intero capitale o il guadagno di un corrispettivo (tolte commissioni) in caso si previsione giusta. E’ questa una delle forme di trading più rischiose per i risparmiatori.

L’importanza di avere un piano

Dopo aver scelto il sito e lo strumento che si intende utilizzare, prima di passare all’azione, è importante definire un piano di trading. Di cosa parliamo? Si tratta di scrivere una sorta di business plan della tua attività in modo da non farsi distrarre troppo dai propri obiettivi nei momenti in cui la logica – in un mare di operazioni quotidiane – potrebbe lasciare il posto alle emozioni, causa di decisioni avventate e quindi di grandi perdite.

Per tutti, comunque, il consiglio è il solito: non investite in trading i risparmi per la vecchiaia o per far studiare i figli, ma soltanto una parte minoritaria del vostro capitale. Quella che non vi inquieterebbe troppo perdere. Insomma: è essenziale definire il proprio profilo di rischio, prima di avvicinarsi a queste forme di transazione fnanziaria.

Inoltre una buona strategia di trading dovrebbe includere i limiti di rischio per ogni singola “scommessa” (non più del 5 per cento del capitale, secondo molti) e quanto è il margine accettabile di perdita di ogni transazione.

Ma essenziale è considerare anche le variabili macro. Ad esempio una guerra nei paesi arabi potrebbe incidere in maniera significativa sull’andamento del prezzo del petrolio o dei titoli di un’azienda che produce Jet militari. Allo stesso tempo, non è pensabile comprare e vendere azioni basandosi esclusivamente su quanto si legge sui media, perché i veri guadagni sono quelli che si fanno prima che le notizie escano sui giornali. Dopo è già tardi.

I bot di trading automatizzati

Un capitolo a parte meritano i bot automatizzati che – se correttamente impostati – possono rappresentate un valido aiuto per i neofiti. Di che si tratta? Semplicemente di programmi che rendono automatiche le operazioni di vendita o di acquisto – importi compresi – sulla base di un insieme di regole predefinite. Ma per utlizzarli al meglio è necessario prima avere le idee chiare. E aver seguito tutte le regole citate in questa guida.

Comments

comments

Lascia una risposta (la prima volta la redazione deve accettarla)

Per favore lascia il tuo commento
Per favore inserisci qui il tuo nome