Brescia, polemica sui manifesti no-vax. La rete alla Loggia: copriteli

L'accusa è che i manifesti si pongano in palese contrasto (nonostante l'invito a informarsi, si parla di "azione volontaria") con l'obbligo sancito dalla legge. Oltre che in palese contrasto con l'opinione pressochè unanime della comunità scientifica

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Uno dei manifesti anti-vaccini visibili a Brescia, foto Fabrizio Benzoni da Facebook
Uno dei manifesti anti-vaccini visibili a Brescia, foto Fabrizio Benzoni da Facebook

Continua la polemica per i maxi manifesti no-vax che da qualche giorno sono stati affissi in diverse strade di Brescia.

“34 dosi di vaccino da 0 a 16 anni senza alcuna epidemia, prima di rischiare informati”, si legge su un manifesto affisso in via Mantova. “Vaccinarsi è un’azione volontaria non esente da rischi: informati prima di vaccinare tuo figlio”, afferma un altro in via Volturno. E in entrambi i casi è ben visibile in calce ai cartelloni il link a un sito internet che fa riferimento al Coordinamento italiano per la libertà sulle vaccinazioni: gruppo palesemente anti-vaccinista in cui si parla di “danno da vaccino” e “obiezione di coscienza”.

Ma sono in molti ora, in rete, ad attaccare i promotori e – sui profili Facebook come nel gruppo Brescia che non vorrei – a chiedere che il Comune di Brescia copra i manifesti. L’accusa è che i manifesti si pongano in palese contrasto (nonostante l’invito a informarsi, si parla di “azione volontaria”) con l’obbligo sancito dalla legge. Oltre che in palese contrasto con l’opinione pressochè unanime della comunità scientifica.

Uno dei manifesti anti-vaccini visibili a Brescia, foto Fabrizio Benzoni da Facebook
Uno dei manifesti anti-vaccini visibili a Brescia, foto da Facebook

 

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