Anac: Lgh ad A2A solo con bando. I grillini: stop o chiederemo i danni

La vendita di Lgh ad A2A sarebbe dovuta passare da un bando e non attraverso la cessione diretta. A scriverlo è l'autorità nazionale anticorruzione nella delibera firmta da Raffaele Cantone lo scorso 7 marzo

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Esterni della sede di A2A a Brescia in Via Lamarmora. Brescia 17 novembre2017 Ph Christian Penocchio
Esterni della sede di A2A a Brescia in Via Lamarmora. Brescia 17 novembre2017 Ph Christian Penocchio

La vendita di ad sarebbe dovuta passare da un bando e non attraverso la cessione diretta. A scriverlo è l’autorità nazionale anticorruzione nella delibera firmta da Raffaele Cantone lo scorso 7 marzo. A determinare la “sentenza” l’esposto presentato nel 2016 da alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle

“La vendita in via diretta non era esperibile senza una previa procedura concorsuale, competitiva e comparativa”, si legge nel parere di Anac sulla vendita del 51 per cento di Linea Group ad A2A.

“Chiediamo uno stop immediato ai politici coinvolti o saranno ritenuti responsabili del danno erariale”, ha commentato il parere il neoconsigliere in Regione Lombardia , primo firmatario dell’esposto. “Non avevamo dubbi – ha aggiunto – Ci chiamavano gli inesperti grillini e già nel 2016 davamo una sonora lezione ai blasonati studi di avvocati al soldo di A2A”.

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  1. Ricordo che la segnalazione ai parlamentari, con tanto di documentazione, è partita da uno dei Gruppi di lavoro tematici cittadini dei pentastellati e dal lavoro del consigliere comunale Laura Gamba. Anac e Corte dei Conti confermano oggi pesantissime responsabilità in capo ad A2A per aver dato seguito ad una trattativa privata anzichè ad un avviso di gara pubblico europeo, come previsto dalla normativa vigente, trattandosi di circa 110 milioni di euro. Con tanto di contestazione in termini di libera concorrenza e libero mercato. A questo punto, al di là del danno erariale richiamato dalla Corte dei Conti, vi è anche un problema politico che, guardando a casa nostra, coinvolge in prima persona Del Bono. Più volte il Sindaco ha infatti celebrato le scelte strategiche di A2A ( finalizzate in realtà solo al profitto di un’azienda quotata in Borsa e parecchio indebitata) e l’entità dei dividendi anzichè pensare a quanto rinunciavano invece i soci pubblici, tra cui Brescia, a dettare gli indirizzi ed esercitare il controllo sulla società stessa. Ciò anche in considerazione che nel bilancio del Comune la partecipazione di A2A rappresenta il 90% degli immobilizzi finanziari totali. Tutti i nodi, irrisolti, vengono al pettine. Con tanto di morale finale: c’era una volta ASM…

  2. Penso anche che la posizione sempre più monopolista di questa multiutility sarà la sua salvezza sul discorso indebitamento, in quanto imporrà a un bacino di utenza sempre più ampio tariffe sempre più elevate e spalmerà i suoi debiti su più amministrazioni pubbliche, quindi su più cittadini. Spero proprio che la corte dei conti definisca il danno erariale, così da scaricarlo sui diretti responsabili (i sindaci). Perchè sappiamo bene che dietro a queste scelte ci sono interessi di partito che non tengono minimamente conto delle finanze dei singoli comuni. Così come è stato a suo tempo con la sciagurata fusione di asm con aem, una delle piaghe, insieme al termoutilizzatore e alla metro, che hanno devastato e indebitato per decenni la nostra città. Tutte targate centrosinistra, oggi pd….

    • Fa bene a sottolineare sia il vero intento monopolista di A2A finalizzato a decurtare l’indebitamento con i denari dei cittadini, sia la valenza delle reponsabilità in capo agli amministratori pubblici che questa fusione hanno politicamente subito più che razionalmente deliberato. Non mi dispiace che, come avvenuto per le Olimpiadi di Roma, i pentastellati spostino di molto l’attenzione sul bene comune e sui cittadini anzichè soprassedere sull’affarismo e la collusione tra pubblico e privato. Io, con il voto, ho scelto di “sperimentarli”, anche se la strada è ancora molto lunga…

  3. Secondo me, e spero, l’intento e l’obiettivo dei cinque stelle sia almeno quello di rompere sul serio in sistema ampiamente malato ed ereditato dalla prima repubblica. I problemi sono tanti. L’importante, però, è rompere questo status quo. E, visto come vengono trattati dai vecchi partiti della vecchia nomenclatura (mi riferisco al pd, forza italia e vecchiume vario) e dai giornalisti, potrebbe essere che qualche crepa la facciano nel granitico sistema di potere italiano.

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