Iseo, dopo The floating piers arriva l’isola (ecologica) galleggiante

Gli studenti realizzeranno una piccola isola da 25 metri quadrati - che poggerà su bancali resi galleggianti da bottiglie di plastica e depurerà le acque del lago

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Un'isola galleggiante realizzata dall'eco-artista Richart Sowa
Un'isola galleggiante realizzata dall'eco-artista Richart Sowa

Dopo The floating piers, che tanta popolarità e tanti turisti ha portato sul Sebino, il ci riprova con l’isola galleggiante. O meglio: “L’isola che non c’era”. Un’iniziativa promossa dagli studenti della quarta B del liceo di Lovere, che vanta come padrino Jacopo Fo e che coinvolgerà presto altri istituti del lago.

L’installazione prende ispirazione da quella di Christo, ma soprattutto dagli eco-artisti Richat Sowa e Bruce Kania. Sowa realizzò la prima isola ecologica nel 1998, per poi costruire la sua opera più nota nel 2008: un piccolo arcipelago con tanto di piante realizzato interamente con plastica riciclata. Allo stesso modo, Kania realizza isole ecofriendly con le radici degli alberi che scendono in acqua per depurare le acque.

Allo stesso modo gli studenti realizzeranno una piccola isola da 25 metri quadrati – autosufficiente dal punto di vista energetico grazie a un sistema di pannelli solari – che poggerà su bancali resi galleggianti da bottiglie di plastica: incorporato ci sarà un sistema di fitodepurazione che – tramite pietre, piante e microorganismo – avrà il compito di ripulire le acque del lago. L’isoletta sarà quindi spostata in diverse località del Sebino.

Un progetto da 10mila euro per cui è già stato lanciato un finanziamento collettivo tramite la nota piattaforma di crowdfunding Kickstarter.

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