Prostituzione, multa al cliente cancellata: Brescia perde il ricorso e paga

Bocciato in appello il regolamento di Polizia urbana che stabilisce maxisanzioni da 500 euro e il sequestro dell'auto (se di proprietà) per i presunti clienti sorpresi a contrattare prestazioni con prostitute in strada

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Prostituzione sulle strade.
Prostituzione sulle strade.

La multa è stata cancellata e il Comune di Brescia ha perso anche in appello. A stabilirlo sono i giudici che per l’ennesima volta – di fronte a un ricorso – hanno bocciato il sistema sanzionatorio definito dal regolamento di Polizia urbana del Comune di Brescia – e da tanti altri dell’hinterland – che stabilisce maxisanzioni da 500 euro e il sequestro dell’auto (se di proprietà) per i presunti clienti sorpresi a contrattare prestazioni con in strada.

Il caso è stato sollevato dall’avvocato Gianbattista Bellitti, che già nel 2016 aveva ottenuto una sentenza favorevole del giudice di pace per un suo cliente, sanzionato dalla Polizia Locale di Brescia. Il Comune aveva fatto ricorso, ma era stato respinto perché – secondo la sentenza – il contrasto alla non rientra tra le prerogative del sindaco. Ora anche l’appello ha dato torto alla Loggia. Le motivazioni non sono ancora state depositate, ma è facile immaginare che il principio sia lo stesso delle precedenti decisioni perché

“a una norma secondaria è vietato contrastare una norma di tipo primario: se la prostituzione, seppur contraria al buon costume, non costituisce un’attività illecita, è preclusa la possibilità di porre delle regole che creino ostacolo o intralcio allo svolgimento di tale libertà se non mediante leggi statali, come si desume dai principi espressi (…) dalla Corte Costituzionale numero 115/11”.

Ora il Comune dovrà anche pagare le spese al presunto cliente. Resta da capire se farà un nuovo ricorso o se deciderà di ritirare una norma capestro, che molto spesso fa leva semplicemente sulla vergogna dei multati. I clienti, infatti, difficilmente presentano ricorso per paura di essere bollati socialmente o di mettere in crisi le loro eventuali relazioni.

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