LETTERE DALLA KIRGHISIA: NONA LETTERA

La nona lettera dalla Kirghisia: romanzo di Silvano Agosti pubblicato gratuitamente da BsNews.it su gentile concessione dell'autore

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La versione integrale di Lettere dalla Kirghisia di Silvano Agosti, pubblicata in formato digitale su BsNews.it su gentile concessione dell'autore
La versione integrale di Lettere dalla Kirghisia di Silvano Agosti, pubblicata in formato digitale su BsNews.it su gentile concessione dell'autore

Kirghisia, 28 agosto

 

Carissimi,

ormai molti di voi hanno smesso di credere ch e laKi rghisia esista veramente e tentano con ogni mezzodi smascherarmi o di confutare questa realtà.
Sostengono che l’economia ha l e sue leggi, che un paese non può inventarsi in pochi anni un’organizzazione della società veramente in gradodi dare la felicità ad ognuno…

Cari amici, vedete che vi è impossibile perfino concepire una comunità umana a misura d’uomo?
Vuol dire, forse, che nei vostri cuori non c’è alcuna traccia di amore per voi stessi e di conseguenza per gli altri e per la vita.
Altrimenti il primo pensiero sarebbe questo: “In fondo quello che ci viene descritto della Kirghisia è semplicemente un mondo senza paure, senza accumuli inutili di ricchezze, senza sprechi, senza poteri criminalizzati e criminalizzanti. Tutto ciò nonha nulla a che fare né con l’economia né con le vere necessità degli uomini. Ma per fortuna c’è qualcuno di voi che ha subito trasformato i contenuti delle mie lettere in una realtà vissuta.

Per esempio Gigi che mi scrive:
“Da alcune settimane nella mia famiglia abbiamo fondato una piccola Kirghisia.
Io, la mia compagna e i nostri quattro figli, ci siamo distribuiti il lavoro domestico, ciascuno secondo le sue possibilità.
È fantastico.
Ognuno di noi a turno “dirige” l’andamento della casa per una settimana. Sembra un gioco, ma la nostra vita, una volta spezzati i ruoli è leggera come l’ala di una farfalla (è espressione di Cinzia, 6 anni, la più piccola).
Ora che mi sono convinto a lavorare solo tre ore al giorno e ho tempo di stare con miei bambini, continuo a sorprendermi.
O meglio, la vita che vedo attraverso di loro misorprende ogni giorno di più.
Molti si stupiscono della nostra unione e della nostra serenità.
La sera i bambini mi portano i loro disegni, che, con una piccola ma ormai indispensabile cerimonia,appendiamo accanto al mio letto.”

Un caro saluto.
Gigi.

Cari amici, non dovete pensare che con le mie lettere dalla Kirghisia abbia l’intenzione o l’illusione di cambiare il mondo.
Voglio solo descrivere una società effettivamente capace di rinnovarsi.
Prima di lasciarvi ho pensato di condividere con voi la conferenza cui ho assistito questa sera nel parco principale della città.
Ho registrato il discorso e sono in grado ditrascriverlo, questa volta fedelmente.

“Gentili amici Kirghisi, sono stato invitato a trattare il tema della coppia.
Credo si tratti di uno dei temi fondamentali in qualsiasi cultura.
Noi, gruppo di ricerca sull’argomento, abbiamo, qui in Kirghisia raggiunto i seguenti risultati.
Il naturale percorso di maturazione dell’essere umano è il seguente:

Per la donna: femmina>donna>persona.
Per l’uomo: maschio>uomo>persona.

Nelle altre società moderne, presumibilmente per ragioni di potere, un tale sviluppo viene
sistematicamente negato e sostituito con altri percorsi.

Per la donna: femmina>quasi donna>moglie>madre per sempre.
Per l’uomo: maschio> quasi uomo>marito>lavoro per sempre.

Questi esseri mal sviluppati, interrotti nella loro crescita naturale, vengono poi costretti a convivere in uno spazio comune e a trascorrere l’intera esistenza, dividendo spesso, in modo non equilibrato, difficoltà e frustrazioni.
Si tratta invece di far sì che, sia gli uomini che le donne, raggiungano, prima di prendere qualsiasi decisione, il livelli di persone, vale a dire risultino autonomi economicamente, psicologicamente e affettivamente.

Ambedue, in questa prospettiva, se decideranno di condividere la vita, si offriranno reciprocamente la loro libertà e non la loro dipendenza.”
Un lungo applauso ha salutato quest’ultima frase del conferenziere e il resto della serata è trascorso discutendo con gentilezza un tema così importante.
Va detto che in Kirghisia ormai, a ogni cittadino che raggiunge la maggiore età, viene attribuita un’abitazione.

Cari amici, anche questa sera me ne vado a dormirecol cuore gonfio di gioia e di serenità.
Prima di prender sonno mando a voi tutti un saluto colmo di affetto.

… in Kirghisia un fiore azzurro
è grande più del cielo…
adolescente kirghiso

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