Ultimo drink per l’inventore dello Champagnone: Beppe Viselli va in pensione

L'attività è stata ceduta, come era successo con quella - storica - di via Tosio, e fra poco negli stessi spazi aprirà un nuovo locale, il Sottoportico, gestito dal 34enne Marco Dodesini e dal 28enne Luigi Pasini

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Beppe Viselli, foto da pagina Facebook ufficiale
Beppe Viselli, foto da pagina Facebook ufficiale

Beppe Viselli va in pensione. L’inventore dello Champagnone, certamente il cocktail più famoso a Brescia e provincia dopo il pirlo, ha deciso – alla veneranda età di 86 anni – di interrompere la sua onorata carriera di barman, chiudendo i battenti del nuovo locale che aveva aperto al numero 7 di via Trieste, il Gin , circa un anno e mezzo fa.

L’attività è stata ceduta, come era successo con quella – storica – di via Tosio, e fra poco – secondo quanto informa Bresciaoggi – negli stessi spazi aprirà un nuovo locale, il Sottoportico, gestito dal 34enne Marco Dodesini (titolare anche del vicino Mon Petit Bistrot e del Granaio di piazzale Arnaldo) e dal 28enne Luigi Pasini.

Nel cuore dei bresciani il Melody (il nuovo cocktail inventato da Viselli dopo l’addio al primo bar) non era ancora entrato. Ma una certezza c’è: Viselli rimarrà per tutti i bresciani l’uomo dello Champagnone.

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  1. Più che un drink o un cocktail lo Champagnone era una mistura alcoolica con una base di spumante secco, brandy e gocce di Grand Marnier che vagamente richiamava la “ricetta” del mitico cocktail champagne, il quale ad una zolletta di zucchero imbevuta di Angostura e poche gocce di buon Cognac unisce dello champagne servito possibilmente in una coppetta. Ma Viselli è stato un mito soprattutto per l’allegria goliardica che ha ispirato. Nessuno sa oggi due cose simpatiche della sua vita narrate quando era titolare della sua prima attività negli anni ’60: il Gin Bar di Via Mazzini dove oggi c’è un noto negozio di scarpe. La prima: era partito facendo per anni il cameriere di sala in noti ristoranti, ma, per darsi un po’ più di tono, diceva lo chef trancheur, cioè colui che tagliava carni, dolci, formaggi davanti ai clienti. Poi, quasi per caso, barman accanto ad uno dei maestri del mestiere. E quindi la decisione di rilevare il bar di Via Mazzini, per metà occupato da una vecchia sala biliardo, con il segreto (simpaticamente confessato) di tanti strani cocktail con altretanto strani nomi propinati come invenzioni agli ignari avventori: guardava le bottiglie del bancone prossime alle fine e..così nasceva il nuovo drink. Grazie di tutto, Beppe Viselli !

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