Il referendum sul tram, tra ragioni e torti| di Claudio Bragaglio

Ho letto con l’attenzione che meritano le proposte e le riflessioni del candidato del M5S, Guido Ghidini. In parte condividendole e in parte no

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Claudio Bragaglio
Claudio Bragaglio

di * – Ho letto con l’attenzione che meritano le proposte e le riflessioni del candidato del M5S, Guido Ghidini. In parte condividendole e in parte no. Ma sul punto del vorrei esprimere un’opinione personale. Senza però sottacere, in qualità di Presidente dell’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale (TPL), che l’Agenzia di Brescia ha espresso un parere favorevole sul Piano della Mobilità (PUMS) del Comune di Brescia, promosso dall’assessore , comprensivo anche del Tram, e su una condivisibile intermodalità cittadina connessa a quella provinciale. Nella logica di favorire il sistema metropolitano del trasporto pubblico, anche su ferro.

La posizione di Ghidini mi pare rispecchi (anche sulla mobilità ed i bus elettrici) quella che ho ascoltato nell’intervento in Consiglio del capogruppo del M5S, l’avv. Laura Gamba.

Ma la mia attenzione si sofferma sul che Ghidini richiederebbe sul Tram.

Se il tema è il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni nessun problema. Anzi. Ma fra tutte le possibilità immaginabili (dalle Assemblee di Quartiere, al voto stesso delle amministrative) la scelta del Referendum non mi pare la più opportuna. Pur immaginando che la proposta di Ghidini sia limpidamente espressa in termini di reale partecipazione dei cittadini. E non già d’una strumentalità per far… deragliare il Tram.

Nell’ipotesi migliore tale Referendum (a norma di Regolamento) si terrebbe solo nel 2019. Quindi in attesa dell’esito, per quanto consultivo, si dovrebbero fermare tutti gli atti in essere. Compreso, in particolare, l’importante accordo per le due linee di Tram, sottoscritto a Brescia alcune settimane fa, tra Ferrovie (Mazzoncini) e Brescia Mobilità (Scarpa), alla presenza del sindaco Del Bono. In modo da poter realizzare così il Tram entro cinque anni. Ma non è detto che ciò che è finanziabile oggi, con risorse nazionali già stanziate, lo sia anche nel 2020. Anzi.

Ma vi è anche un altro problema non secondario che (a mio parere) si ritrova senza neppure una possibile soluzione.  Su un’operazione strategica riguardante principalmente l’Ovest bresciano chi vota? Non previsti – né dallo Statuto del Comune, né dal Regolamento dei Consigli di Quartiere – Referendum di una sola parte della città. Certamente potrebbe essere un Referendum cittadino. Che mi pare l’idea di Ghidini.

Ma – anche solo a lume di naso – ha senso che si pronuncino i cittadini favoriti dell’asse nord-sud-est del Metrò, su un servizio ritenuto indispensabile per la parte ovest della città? E che oggi è la più sacrificata anche nella sua interconnessione col Metrò? Astrattamente sì, ma praticamente molto meno. E, considerato che per ben due Referendum (1998 e 2001) sull’intera operazione del Metrò non si raggiunse il quorum (il dato più alto fu circa di 60 mila votanti, su 160 aventi diritto) pensiamo forse che il quorum possa essere raggiunto col voto di Sanpolino o Buffalora per il Tram dell’Ovest? Senza dimenticare che un Referendum – lo dico “en passant” – costa alle casse del Comune circa 6-800 mila euro.  Ho l’impressione che col Referendum fermeremmo tutto ciò che è già a portata di mano, anche per i finanziamenti nazionali, mentre invece sono possibili ed auspicabili – praticate e praticabili già fin d’ora – tutte le altre forme di partecipazione e di consultazione dei cittadini nei Quartieri interessati.

* Presidente della Agenzia del  TPL di Brescia

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10 Commenti

  1. E piantarla una volta x tutte di inventarsi nuovi modi x indebitare il comune? Già abbiamo una metro inutile, costosissima e che ha indebitato x decenni il comune. Adesso volete inventare un’altra opera inutile? In italia se non inventi opere inutili, che poi ti costringono ad usare, non vieni ricordato. Eppure di problemi la gente ne ha tanti, anche semplici da risolvere, ma il palazzo preferisce non ascoltare e fare opere inutili…

  2. Considerazione, non penso proprio che il tram nella zona ovest di BS, con relative interconnessioni ad ampio raggio urbano, sia un’opera inutile. Anzi. Tutte le città più moderne fanno investimenti in questa direzione, che è uno dei modi anche per salvare la qualità della vita urbana assicurando mobilità, ambiente,… Anche i costi di esercizio non sono troppo diversi, tra i (circa) 5/7 euro al km per il tram e i 4/5 euro al km per l’autobus. Tenuto conto che il tram può trasportare anche il doppio delle persone rispetto agli autobus. E nelle intenzioni velocizza anche gli spostamenti. Insomma la scommessa è quella di incrementare sempre più l’uso dei mezzi pubblici.

  3. Mi scusi professor Bragglio ma lei sa se il M5S è a favore o contro il tram perché ho riletto la intervista del candidato sindaco il signor Ghidini ma non ho capito grazie

  4. Anna B. non saprei rispondere in modo chiaro sulle posizioni del M5S. O. meglio, nelle valutazioni critiche fatte anche in Comune sul PUMS si obietta da parte del M5S sul costo del Tram che sarebbe eccessivo (col rischio di crescita, vien detto, come è stato per il Metro) e per i tempi biblici di realizzazione. Ma se – putacaso – vi fossero certezze (tutte da verificare anche per e con il M5S stesso) di finanziamenti, tempi di realizzazione e piano finanziario convincente sui costi di esercizio (i costi per km. di tram e autobus sono equivalenti) tale posizione rimarrebbe lo stesso di contrarietà? Ecco proprio questo punto fondamentale per me non mi è del tutto chiaro. Quindi se contrarietà di principio sul mezzo, o di…fatto. Nel dibattito su FB del M5S di Brescia è intervenuto anche Scaramella (Verde) che sostiene che il Tram bisognava farlo al posto del Metrò. Mentre adesso no. OK, ma mi sembra una posizione incomprensibile. Infatti il Tram si fa anche (e proprio) per la parte irrisolta ed irrealizzata (ed irrealizzabile) del progetto completo del Metrò. Almeno su questa parte di città – fammi dire – si dà ragione alla battaglia dei Verdi. Lo dico a Danilo, con un filo di ironia ed in tutta amicizia, non si può però esser sempre da un’altra parte. Contro il Metrò si sostiene il Tram. Contro il Tram gli Autobus. Contro gli Autobus le bici… e così via…

  5. Per ragioni di lavoro viaggio in molte città e mi rendo conto di come la nostra città ha pulmini e mezzi pubblici moderni, puliti. Brescia è invidiabile questa è la verità.

  6. Negli ultimi mesi, per lavoro, ho utilizzato spesso la tranvia (così si chiama il tram) di Padova che, con inviadibile percorso, non rettillineo, ma anche fatto di curve e controcurve, percorre tutta la città e fornisce un eccellente e rapidissimo servizio a citadini e turisti, poichè ne passa uno ogni 6/7 minuti. Fosse simile l’idea per Brescia, mi parrebbe interessante e, tuttta in superficie con monorotaia centrale, non dovrebbe avere nè costi esorbitanti nè complessità o tempi biblici di realizzazione. Da est ad ovest, in particolare, a Brescia potrebbe integrarsi con il Metrobus. Non vedo perchè scartare l’idea a priori.

  7. Condivido Stradivarius. Ma qualcuno potrebbe dire (e vien detto) ma non si poteva far tutto in tramvia? La città era divisa e si fece un convegno il 17/18.10.1996 alla Camera di Commercio sul Metrò/Tram a confronto. In particolare con le relazioni degli ing. Esposito e Liberatore e del prof. Marco Vitale. E lo scontro tra il sindaco Martinazzoli e l’arch. Secchi. Allora quello si decise, per le zone nord-sud-est di maggiore densità abitativa e di strutture…Per un sistema Metrò che può trasportare più del doppio dei passeggeri (circa 12 mila/h.), con quasi la metà del tempo impiegato.

    • Si decise per trasportare il doppio dei paseggeri che poi non si sarebbero mai trasportati, escludendo la diretttrice ovest dalla quale entravano ed entrano tuttora vagonate di flussi di persone e mezzi in città, ma in compenso con un costo finale dieci volte superiore a quello del tram. Complimenti, quel miliardo di euro di denaro pubblico è stato speso un gran bene. Adesso puntiamo sul tram e allora facciamo guidare tutta l’operazione all’Arch.Ettore Fermi, dalla progettazione all’appalto, dal piano finanziario al reperimento delle risorse pubbliche fino all’accensione dei mutui a medio termine. Dài che facciamo il bis…

    • Il mio pensiero e quello di tanti non sprovveduti lo ha, come sempre, esposto chiaramente Nostradamus. Aggiungo che, come si è constatato con la metro, l’utenza di chi usa il mezzo pubblico in alternativa al privato, non si è significativamente incrementata. A dimostrazione dell’inutilità dell’opera. Inoltre, se dobbiamo confrontare altre città o zone, posdo dire che Milano periferia ci invidia i nostri efficienti bus e non capisce per quale motivo ci è venuto in mente di fare una metropolitana. Se guardiamo a città come Genova o Imperia, anche là i mezzi pubblici fanno pena e, gente che conosco, ancora ripete come siano puntuali i ns bus e quanto inutile sia una metropolitana a Brescia. Ma quando bisogna spendere x forza indebitando i bresciani x decenni, tutto passa in secondo piano….

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