Elezioni Brescia, Vilardi promette: meno tasse per cittadini e commercianti

Paola Vilardi, candidata sindaco del centrodestra alle elezioni comunali del 10 giugno, punta sulle tasche dei bresciani e promette una riforma fiscale con l'abbassamenbto della tassa rifiuti e sgravi per i commercianti

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Paola Vilardi, Brescia
Paola Vilardi, Brescia

, candidata sindaco del centrodestra alle elezioni comunali del 10 giugno, punta sulle tasche dei bresciani e promette una riforma fiscale con l’abbassamenbto della tassa rifiuti e sgravi per i commercianti.

“La tassa sui rifiuti a Brescia”, scrive Vilardi in una nota, “!è diventata un salasso grazie agli aumenti di Del Bono. Il sindaco è credibile tanto quanto Renzi quando propone di tagliare l’Irpef e i bresciani lo sanno. In questi anni di amministrazione comunale targata Pd le tasse sono aumentate e gli investimenti diminuiti, soprattutto in materia di giovani e sport. Noi siamo pronti ad attuare una vera e propria riforma fiscale comunale, per abbassare le tasse ai bresciani, promuovere sgravi fiscali e introdurre modelli di detassazione ai commercianti volti a favorire l’occupazione e il rilancio del commercio di vicinato e del centro storico”.

“In campagna elettorale il sindaco Del Bono dà il meglio di sé, cinque anni fa aveva promesso di cambiare l’aria e di realizzare il campus alla Randaccio. Poi abbiamo visto che il 2017 è stato un anno nero per la qualità dell’aria e che il Comune ha perso un finanziamento di 14 milioni dal ministero per la realizzazione del campus”, ha rincarato la dose il segretario cittadino di , .

“Quest’anno invece”, ha continuato l’azzurro, “è in preda a smanie da inaugurazione, tra opere incompiute e opere ideati da altri, ed è riuscito addirittura ad anticipare le asfaltature delle strade. I numeri del suo fallimento sono chiari: +22% di entrate tributarie, +13,5% di spese correnti, -5% di investimenti e -20% di contributi per giovani e sport. Ha dovuto coprire i tagli devastanti agli enti locali fatti dai governi del suo partito, il Pd, senza poter mai alzare la voce per non irritare i vari Letta, Renzi e Gentiloni”.

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5 Commenti

  1. La Vilardi non ricorda o finge di non ricordare che l’addizionale comunale IRPEF ai massimi di legge previsti è un regalo fatto ai bresciani dal suo amico Paroli: parta azzerando quella imposta iniqua ed odiosa venduta come “tassa di scopo” per finanziare il Metrobus anzichè ciarlare di altre imposte che ben altro peso hanno sulle tasche dei contribuenti.

    • Tanto per rimanere in tema di costi spropositati della metro. Ma, certo, tuttosi dimentica, come x la benzina. Le accise, alcune delle quali vecchie di più di 50 anni. Ma rimangono. Insomma, una volta fatto il danno, bisogna continuamente mantenerlo…. Bel modo di fare gli interessi dei cittadini….

  2. Peccato però che il metrobus è stato voluto e ricercato per 10 lunghissimi e infiniti anni dal sindaco Corsini, che non essendo contento, ha finanziato pure la “ristrutturazione” del M47, che ovviamente dubito paghi la SIAE per le feste che fa, e Del Bono ha portato avanti i suoi progetti di “riqualificazione” di via Milano.
    Tengo a precisare che un ordinanza sempre dello stesso, obbligò, per paura di vandali che imbrattassero i treni, a tenere la metrobus in funzione anche di notte per un anno intero, a spese dei contribuenti, e un piano insignificante e senza scopo per quanto riguarda la Caffaro.
    Senza parlare della TAV che fermò metà brescia, il tintoretto mai sgomberato e l’inceneritore che bruciò i rifiuti di Napoli anni fa, tra cui anche radioattivi, nello scandalo che colpi il capoluogo campano.
    Speriamo che i bresciani capiscano che questa città non fa per il centrosinistra e che i compagni sono quelli di merende non quelli che in Festa Radio si accordano con le amministrazioni!!!! Venduti!!

    • Le chiacchiere sugli accidenti, specie del passato, servono a poco. Io voglio vedere, in sostanza, cosa propone di fare la Vilardi, magari in antitesi con Del Bono, per il Conto Economico del Comune e come cambierebbe lo Stato Patrimoniale, visto che proprio Brescia sta sperimentando il nuovo sistema contabile e finanziario che, per volere di Monti, dal 2011 assimila sempre più gli Enti Locali ad una qualsiasi impresa. Già, parliamo di numeri, perchè nei prossimi cinque anni qualcosa si deve tirare fuori dal cilindro per non continuare a svendere partecipazioni o alleggerire le riserve per fronte all’indebitamento del Metrobs e alla dimunzione delle entrate. Su tutto, quindi, cosa vuol fare la Vilardi di quel miliardo che, più o meno, vale la partecipazione in A2A. Lo mantiene, ne vende una parte, quanta, lo vende…tutto ?

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