Elezioni Brescia, Fratelli d’Italia lancia la sua lista “civica”

Tra i nomi in corsa spiccano infatti quelli dell'ex consigliere comunale forzista Giovanni Acri e di tanti altri meno noti, in buona parte non iscritti al partito di Giorgia Meloni. L'obiettivo è confermare il 4,8 per cento dei voti conquistato in città alle ultime elezioni politiche

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Il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia Giangiacomo Calovini, foto da Facebook
Il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia Giangiacomo Calovini, foto da Facebook

Le polemiche seguite alle ultime elezioni politiche, con il caso dell’uscita dal partito di Viviana Beccalossi, non si sono ancora chiuse. Ma Fratelli d’Italia guarda dritta alle prossime elezioni amministrative di Brescia, dove ha deciso di schierare – a sostegno di Paola Vilardi – una lista composta in gran parte da nomi d’area e indipendenti.

Tra i nomi in corsa spiccano infatti quelli dell’ex consigliere comunale forzista Giovanni Acri e di tanti altri meno noti, in buona parte non iscritti al partito di Giorgia Meloni. L’obiettivo è confermare il 4,8 per cento dei voti conquistato in città alle ultime elezioni politiche.

 

I CANDIDATI DI FRATELLI D’ITALIA IN LOGGIA

Giangiacomo Calovini, Massimo Stellini, Giovanni Francesco Acri, Fabio Apostoli, Giancarlo Arici, Elena Arrighi, Arianna Badini, Diego Baiano, Rita Bazzani, Fanni Beccherle, Diego Beda, Paolina Bertoli, Alessandro Bizzaro, Giuseppina Bordenca, Elisabetta Cavallari, Maria Corini, Antonio Rodolfo Giulivo, Elena Lodi, Stefania Lorandi, Nicole Limoni, Maria Luisa Lupi, Fabiana Moretti, Ilenia Pachera, Mario Pellicanò, Antonio Pintus, Giovanna Pizzamiglio, Gianluigi Plebani, Maria Laura Podestani, Maria Giuseppina Veneziano, Graziella Venturi, Davide Zanca e Monica Zanca.

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  1. Normale che per trovare 32 candidati consiglieri e riempire la lista si peschi anche fuori dal perimetro del partito. Meno normale che uno schieramento politico come il “Movimento 5 Stelle” che a livello nazionale il 4 marzo prese il 32% e a Brescia circa il 17%, si presenti alla tornata cittadina…con soli 21 candidati e, così pare, avendo enormi difficoltà pure su quelli. Ovvio dedurre che per seminare sul territorio servirebbe ben altro impegno che non le benedizioni saltuarie e passeggere di un Crimi, di un Cominardi o di un Alberti, beatamente impeganti a godersi la seconda tornata sugli scranni che contano in Regione e in Paralmento.

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