Pallanuoto, l’An Brescia supera anche la Lazio e pensa a Siracusa

Vittoria sofferta più del dovuto ma, viste le premesse, poteva anche essere messa in conto: a Mompiano, nella penultima giornata della fase regolare, l’An Brescia supera 15 a 9 (4-3, 4-3, 1-2, 6-1, i parziali) una coriacea Lazio Nuoto, e ora i pensieri si proiettano sempre più sulla Final Six di Siracusa

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An Brescia pallanuoto
An Brescia pallanuoto

Vittoria sofferta più del dovuto ma, viste le premesse, poteva anche essere messa in conto: a Mompiano, nella penultima giornata della fase regolare, l’An Brescia supera 15 a 9 (4-3, 4-3, 1-2, 6-1, i parziali) una coriacea Lazio Nuoto, e ora i pensieri si proiettano sempre più sulla Final Six di Siracusa. Reduce da quattro partite della massima importanza e con coefficienti di difficoltà dei più alti (nell’ordine, Sport Management, Barceloneta, Pro Recco e Waspo Hannover), e con tre giorni di pesanti allenamenti insieme all’Hannover, l’An di oggi si è espressa al di sotto del proprio potenziale e la formazione di Sebastianutti è stata pronta a sfruttare i varchi lasciati aperti dalla retroguardia biancazzurra. Per tre quarti di gara, la Lazio, probabilmente favorita anche dal fatto di non avere particolari pressioni, ha tenuto testa al sette bresciano rimanendo saldamente in scia grazie al parziale vinto per 2 a 1 nel terzo tempo. Nell’ultima frazione, però, hanno risolto la fase di appannamento dovuta ai carichi di lavoro delle ultime settimane, e i conti si sono chiusi piuttosto in fretta in virtù del 4 a 0 (a segno, Janovic, Nora, Rizzo e capitan Presciutti) inflitto nella parte centrale del periodo. Sul 13 a 8, gli ospiti hanno provato a reagire con Di Rocco (con tre reti, miglior realizzatore insieme a Nora), ma lo stesso Nora e Vukcevic hanno ribadito il concetto. Pur nel quadro di una performance non brillante, più che buona la percentuale delle superiorità (6 su 8) da parte dell’An.

«Per più di metà gara – commenta Stefano Morretti, oggi in porta per quattro tempi -, abbiamo giocato malino, commettendo varie disattenzioni e senz’altro non alla nostra altezza. D’altronde ci può stare, arriviamo da partite molto impegnative e di grande importanza, seguite dal duro common training con l’Hannover. Insomma, di certo non eravamo al meglio. Nell’ultimo quarto abbiamo raddrizzato il tiro e tutto è filato liscio; ora la testa va alle finali, vogliamo dare il meglio».

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