A rischio i negozi di Cannabis legale, i gestori: non ci chiuderanno

Sta facendo discutere il parere del Consiglio superiore di Sanità (Css), che rischia di portare alla chiusura di centinaia di Canapa Shop aperti in tutta Italia

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Boom di ordini on line per la cannabis legale
Boom di ordini on line per la cannabis legale

Sta facendo discutere, anche nel Bresciano, il parere del Consiglio superiore di Sanità (Css) in materia di legale, che rischia di portare alla chiusura di centinaia di Canapa Shop aperti in tutta Italia. Nel Bresciano il primo negozio per la vendita di canapa con contenuto di Thc inferiore alla soglia di legge ha aperto circa un anno fa: da allora ne sono spuntati almeno 15 (l’ultimo a Rovato) e il mercato appare particolarmente fiorente. Ma la presa di posizione del Css ora mette in allarme l’intero settore.

, IL PARERE DEL CONSIGLIO DI SANITA’

Il Consiglio superiore di Sanità, nel suo parere, raccomanda infatti “che siano attivate nell’interesse della salute individuale e pubblica misure atte a non consentire la libera vendita”. Una posizione che è il frutto del fatto che “non può essere esclusa la pericolosità”, nonostante i valori di Thc siano ben al di sotto della soglia di legge e dunque tale sostanza non venga attualmente riconosciuta come droga. Quello del Css, va detto, è soltanto un parere. Ma vista l’autorevolezza il rischio che il legislatore lo prenda in considerazione è reale. E gli operatori del settore non ci stanno.

CANNABIS LEGALE, LA REAZIONE DEI GESTORI

“Sono le ultime cartucce di chi è contrario per principio alla Canapa legale”, ribatte Gianpiero Occhialini di Hempatika (via Diaz, Brescia), interpellato telefonicamente da BsNews.it, “ma sono certo che alla fine trionferà la verità. Ho letto che è stato tirato in ballo perfino il fatto che la cannabis legale potrebbe nuocere alle donne in gravidanza: forse è così, ma lo stesso discorso vale per il caffé e i salumi. Non voglio fare il complottista”, incalza Occhialini, “ma mi viene il dubbio che dietro questa iniziativa ci sia lo zampino delle case farmaceutiche. E’ sbagliato criminalizzare la Cannabis legale: a quel punto dovremmo fare lo stesso con alcol e sigarette, che – essendoci la nicotina – fanno anche più male. In tutto il mondo – penso al recente esempio del Canada che ha legalizzato la Cannabis per scopo ricreativo – si sta andando nella direzione opposta. Sono certo”, conclude, “che l’Italia non farà questo errore e preserverà un settore che ormai dà lavoro a migliaia di persone”.

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