Giunta Del Bono: domani la presentazione, ma resta aperto il caso Galperti

La nuova giunta della città di Brescia, guidata da Emilio Del Bono, sarà composta da sei assessori uscenti e da tre "nuovi" assessori

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Guido Galperti, Pd
Guido Galperti, Pd

L’accordo sui nomi è stato trovato. La nuova giunta della città di Brescia, guidata da , sarà composta da sei assessori uscenti e da tre “nuovi” assessori.

GLI ASSESSORI DI DEL BONO

Confermati, nella squadra di governo, sono (Pd), Federico Manzoni (Pd), (civica, vicesindaco con delega alla Cultura), (sinistra), Michela Tiboni (indipendente, Urbanistica) e (che però non dovrebbe essere confermata all’Istruzione). Mentre i nuovi assessori saranno (Pd, Ambiente), (civica) e (Pd, Bilancio), che pure aveva già ricoperto gli incarichi di assessore al Bilancio e ai Servizi sociali con Corsini. Mentre il ruolo di presidente del consiglio comunale sarà affidato all’ex presidente della Fondazione Asm Roberto Cammarata.

Resta invece ancora aperta la questione delle deleghe, che Del Bono avrebbe dovuto annunciare ai fedelissimi già oggi. Non l’ha fatto (anche se l’annuncio ufficiale è fissato per domani alle 18) e questo, secondo i beninformati, sarebbe dovuto soprattutto alla difficoltà di comporre le materie rispetto ai nomi. L’ipotesi, infatti, è che un paio di assessori si trovino in carico due deleghe pesanti, che nella passata legislatura facevano capo ad altrettanti nomi.

In questo quadro, poi, sono soprattutto due gli scontenti: il consigliere castellettiano , escluso dalla giunta nonostante qualche ambizione, e l’ex parlamentare Pd Guido Galperti, il cui nome era circolato a lungo come possibile assessore al Bilancio o presidente del consiglio comunale.

IL NODO GALPERTI

La questione Galperti, in particolare, rischia di aprire un fronte nella nuova maggioranza. Galperti, infatti, è uno degli uomini forti del Pd bresciano e alle scorse politiche è stato escluso all’ultimo dai posti che valevano la conferma a Roma. A lui il sindaco Del Bono aveva chiesto un aiuto per costruire e guidare la sua lista civica, che al voto ha superato il 6 per cento eleggendo due consiglieri: Cantoni e lo stesso Galperti (che pure l’ha spuntata di un soffio su ). Ora, però, Galperti sembra essere rimasto fuori da tutto. Almeno per ora. Una scelta che stupisce molti e che potrebbe non essere definitiva.

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  1. E’ ormai un caso quasi umano quello di Galperti. Sette lustri di carriera politica: sindaco, consigliere e assessore provinciale, due volte consigliere regionale, poi prima alla Camera e quindi al Senato. Cosa potrebbe fare se non gli troviamo un assessorato o almeno una Presidenza di un Ente di primo piano o la nomina a magari a consigliere di A2A ? Avere fatto un mestiere, uno qualsiasi, ti è d’aiuto in questi casi. Ma qui, dopo trent’anni di politica, è dura. Bisogna lanciare un appello pubblico a Del Bono o una raccolta firme perchè Galperti su una panchina dei giardini di Viale Venezia proprio non ce lo vediamo. Salviamo il soldato Guido !

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