La Vittoria Alata va a Firenze: un restauro la farà più bella

Prima del trasferimento, in Santa Giulia sono stati svolti alcuni test, il rilevo 3D e alcune misurazioni speciali

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Alberto Angela a Brescia per registrare una puntata di Superquark, foto da Bresciatourism
Alberto Angela a Brescia per registrare una puntata di Superquark, foto da Bresciatourism

La si trasferisce. Ma solo per poco.

La nota ed emblematica statua di Brescia sta per partire per , dove sarà ospite dell’Opificio delle Pietre Dure. Qui un equipe di esperti, tra cui chimici, ingegneri, restauratori e storici dell’arte, la riporteranno all’antico splendore.

La statua in bronzo, la cui struttura interna risale al 1834, necessita infatti di un lavoro di restauro e l’Opificio delle Pietre Dure è l’istituto ideale per la cura e il ripristino delle opere in bronzo.

Il team fiorentino lavorerà in sinergia con la Soprintendenza e gli archeologi di Musei civici bresciani.

Seicentomila euro il denaro raccolto sinora da Art bonus e da Camozzi Group, Antares Vision, Ori Martin, Gruppo Saottini e Tamburini per coprire il costo del restauro dell’opera.

Prima del trasferimento della statua, in sono stati svolti alcuni test, il rilevo 3D e alcune misurazioni speciali, come quelle dei suoni – percepibili solo attraverso particolari sensori, che la Vittoria Alata emette quando è sollecitata da un carico.

Per la prima volta, con lo svuotamento dell’interno dell’opera, si potranno conoscere alcune informazioni sul luogo e la data della realizzazione della statua. Si provvederà poi a creare un nuovo supporto per sostenere le ali e le braccia del bronzo, e a pulire le superfici.

Secondo il cronoprogramma la Vittoria Alata dovrebbe rientrare a Brescia alla fine del 2019.

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