Investimenti on line, inseguire i segnali di trading è rischioso?

Gli strumenti finanziari on line sono un'opportunità soltanto per chi è adeguatamente preparato, altrimenti si rischia di perdere soldi

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Trading, opportunità o rischio?
Trading, opportunità o rischio?

Molto spesso, navigando in rete, si sente parlare di trading on line e si incappa nelle “allettanti” offerte dei diversi siti che promettono investimenti a breve termine dai rendimenti miracolosi. A queste realtà molti utenti si approcciano con una modalità più simile al gioco on line che agli investimenti finanziari. Ed è questo uno dei principali errori degli utenti che si iscrivono alle diverse piattaforme che permettono di giocare in borsa, sul forex, su indici, materie prime, valute e via dicendo.

Fare trading on line non è la stessa cosa di comprare un gratta e vinci o giocare al lotto, dovrebbe essere chiaro a tutti prima di iniziare: il rischio forte è di perdere tutto il proprio capitale (o addirittura di indebitarsi nei casi degli strumenti più complicati). Dunque, se non si vuole entrare in questo mondo con budget davvero ridotti e con finalità ludiche, è bene iniziare a studiare. Studiare cosa? I consigli base da seguire sono essenzialmente quattro.

TRADING ON LINE? SOLO A QUESTE CONDIZIONI

Fare trading ha poco senso se non si seguono alcune regole base. Innanzitutto bisogna scegliere soltanto operatori certificati dalla Consob e dalle autorità europee, perché questa rappresenta la prima garanzia contro le truffe e del fatto che i meccanismi di funzionamento delle piattaforme siano regolari. Oltre che della possibilità di incassare realmente eventuali guadagni.

Il secondo consiglio è quello di studiare bene le caratteristiche degli strumenti che si scelgono: non è una cosa banale, visto che alcuni strumenti a leva consentono di perdere (o vincere) più di quello che si è investito. A tal fine, molte piattaforme offrono anche la possibilità di utilizzare gli stessi strumenti in maniera simulata, con soldi virtuali, per testarli prima di utilizzarli davvero.

Il terzo consiglio è quello di avere chiaro quale è il proprio profilo di rischio, ovvero quanto si è disposti a perdere in relazione al proprio capitale. In mercati altamente speculativi, infatti – soprattutto se non si è esperti del settore – è opportuno investire una somma tale che le eventuali perdite non possano mai condizionare le proprie abitudi di vita. Inoltre è doveroso stabilire prima di iniziare il punto (delle perdite o dei guadagni) in cui ci si deve fermare: solo in questo modo è possibile evitare di prendere la mano e di finire in forme patologiche che rischiano di portare l’investitore sul lastrico.

Infine, il consiglio è quello di studiare accuratamente i mercati e le loro dinamiche di funzionamento. Se non si hanno gli strumenti intellettuali o il tempo per farlo è meglio lasciare perdere. L’unica alternativa è quella di investire piccole somme di denaro nella quasi certezza di perderle. Oppure affidatevi a un consulenze esperto. Oppure ancora, se ne avete i mezzi e le competenze, potete utilizzare i segnali di trading. Ma questi ultimi possono essere un’arma a doppio taglio e vi spieghiamo brevemente perché…

SEGNALI DI TRADING, COSA SONO?

I segnali di trading, banalmente, sono consigli da parte di esperti (o presunti tali) su come affrontare alcuni mercati e su quali opzioni puntare: a offrirli sono singoli “esperti” oppure piattaforme, a volte anche a pagamento. Molti siti di brokeraggio inviano regolarmente agli utenti segnali elaborati da analisti finanziari che lo fanno di professione. Ma esistono anche segnali di trading automatizzati, basati su semplici algoritmi: una tendenza, quest’ultima, che sta prendendo sempre più piede. Le “notizie” riguardano generalmente i migliori mercati della giornata, i trend di investimento e le direzioni che stanno prendendo i mercati di riferimento.

Va tenuto presente anche che alcune piattaforme consentono anche di ottenere segnali “spontanei”, monitorando i comportamento degli altri utenti e permettendo agli investitori di emulare i comportamenti degli utenti a maggiore redditività. Ma si tratta di una casistica che richiede ancora maggiori competenze specifiche delle precedenti e dunque sconsigliata a prescindere a coloro che non sono abbastanza ferrati nel settore.

MA I CONSIGLI VANNO ASCOLTATI?

E’ impossibile rispondere a questa domanda in astratto. Di certo, se si decide di ascoltare i consigli, è bene sempre tenere in considerazione la prima regola del paragrafo precedente accertandosi che vengano da fonti affidabili, altrimenti il rischio è quello di incappare in forme di turbativa del mercato oppure, più banalmente, di affidarsi a persone poco competenti. Vale poi sempre un principio cardine della vita: i consigli vanno ascoltati soltanto se sono buoni, e per giudicare se lo sono davvero non si hanno che due mezzi. O si è sufficientemente esperti del settore da poterli valutare nel dettaglio oppure si deve procedere per tentativi, affidandosi e rischiando ogni volta un po’ di più (a seconda del proprio profilo, come dicevamo). Ma nel secondo caso si sarà sempre esposti a una forte aleatorietà. Dunque i segnali di trading possono essere una chimera per chi non è pronto ad utilizzare in maniera consapevoli gli strumenti finanziari offerti in rete.

In qualsiasi caso, quando vi approcciate a questi mondi, tenete sempre presente un principio cardine: nessuno potrà mai garantirvi guadagni certi, tanto meno senza fatica.

 

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