Tagli all’agricoltura dall’Europa, la Regione dice no

È stata approvata nel corso dell’odierna seduta di Consiglio Regionale - con 68 voti favorevoli e uno contrario - la risoluzione in merito alla Politica Agricola Comune dell’Unione Europea

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L'agricoltura è un settore nodale dell'economia bresciana
L'agricoltura è un settore nodale dell'economia bresciana

È stata approvata nel corso dell’odierna seduta di Consiglio Regionale – con 68 voti favorevoli e uno contrario  – la risoluzione in merito alla Politica Agricola Comune dell’Unione Europea. Un atto voluto dal Gruppo consiliare regionale di , con prima firmataria la consigliere .

La proposta di risoluzione votata da Palazzo Pirelli contiene impegni precisi e puntuali sia verso il Presidente che verso la Giunta regionale affinché si attivino presso il Governo per contrastare ed evitare, in modo deciso, specialmente a livello di Commissione Europea, i progetti di riforma della PAC 2021/2027.

Uno dei punti cardine del dispositivo di impegno della risoluzione, che la negoziazione della PAC avvenga a livello di Commissione europea e di Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura, avendo diretta competenza sulla Politica Agricola Comunitaria.

Un atto che pone un impegno preciso e puntuale nel contrastare gli aspetti negativi dei tagli previsti per l’Italia, ovvero, cifre alla mano, circa il 12% rispetto al budget 2014-2020 di cui un taglio dell’8% dei pagamenti diretti e uno del 15% relativo allo sviluppo rurale, minori entrate che penalizzerebbero in modo decisivo , che vede nel settore agroalimentare una delle sue eccellenze a livello nazionale.

“L’impegno di Regione deve essere mantenuto anche di fronte a questa battaglia che al momento si sta discutendo solo in Europa – afferma Carzeri- Il settore agroalimentare è essenziale per lo sviluppo economico regionale e per questo Regione Lombardia deve continuare ad essere protagonista è non può essere penalizzata da questa futura riforma evitando il taglio dei fondi PAC 2021-2027. La presente Risoluzione vuole essere un passo importante nell’urlare, in modo forte e chiaro, un no alla riduzione dei fondi PAC, ma al tempo stesso deve essere intesa come un primo passo cui altri ne dovranno seguire per proporre un nuovo disegno di pagamenti diretti nel settore delle produzioni DOP.
Il marchio DOP, infatti, che contraddistingue i prodotti legati al territorio, ben può essere applicato a tante aree produttive della nostra Regione, anche montane, ma è notorio che abbisogna di adeguati finanziamenti atti ad affrontare i costi produttivi superiori condizionati dal potenziamento dalla imprescindibile filiera”.

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