Rolfi: a curare i parchi siano i florovivaisti, non i profughi

L'assessore regionale lombardo all’Agricoltura ha inviato una lettera al presidente lombardo dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani

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Profughi impegnati nella pulizia dei parchi, foto d'archivio
Profughi impegnati nella pulizia dei parchi, foto d'archivio

“Devono essere i florovivaisti lombardi a curare il verde pubblico in Lombardia, non gli aspiranti . E per il loro lavoro quotidiano i professionisti devono essere pagati il giusto. Occuparsi dei parchi e delle piante delle nostre città è una professione, non un passatempo”. Questa la sintesi della lettera che l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi ha inviato al presidente lombardo dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, Virginio Brivio.

“Il settore florovivaistico in Lombardia vale oltre 200 milioni di euro, il 9% del totale nazionale. Purtroppo il comparto sta affrontando delle difficoltà che non possono essere ignorate e che anzi gli amministratori pubblici devono aiutare a risolvere. Abbiamo professionisti di assoluto valore che si trovano a combattere in un mercato che per gli appalti pubblici prevede l’assegnazione a chi offre il prezzo migliore e non a chi garantisce un lavoro di qualità. Certo le nostre imprese e i nostri artigiani non possono competere con chi “lavora” gratis e viene strumentalizzato per coprire, almeno pubblicamente, gli effetti negativi della mala gestione del problema immigrazione che ha caratterizzato gli anni scorsi” ha aggiunto Rolfi.

“Ho ricevuto segnalazioni nelle ultime settimane relative ad alcuni sindaci lombardi che invece preferiscono destinare questi lavori ai richiedenti asilo. L’accoglienza degli immigrati è già molto onerosa, non possiamo chiedere un ulteriore immotivato sacrificio agli imprenditori e ai lavoratori lombardi del settore florovivaistico” ha concluso l’assessore.

Resta da capire, però, come reagiranno i sindaci come Marco Zatti di Zone, nel Bresciano, che ha chiesto e ottenuto il trasferimento dei richiedenti asilo ospiti del suo Comune dopo che questi si sono rifiutati di contribuire alla piulizia dei sentieri che portano alle famose piramidi.

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