Palazzo Martinengo, in mostra gli spettri di Lusetti e Gilberti

La mostra - che rimarrà aperta fino al 2 settembre ed è a ingresso libero - espone le fotografie delle sculture di Domenico Lusetti ritratte dal fotografo Virginio Gilberti

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Una delle opere di Domenico Lusetti ritratte da Virginio Gilberti

“Spettri di Luce, le opere di Gilberti / Le opere di Domenico Lusetti ritratte da Virginio Gilberti”. E’ questo il titolo della nuova mostra che si aprirà sabato 11 agosto a , promossa dalla Fondazione Provincia di Brescia Eventi – guidata da – nell’ambito delle iniziative di SeiAlMartinengo.

La mostra – che rimarrà aperta fino al 2 settembre ed è a ingresso libero – espone le fotografie delle sculture di Domenico Lusetti ritratte dal fotografo Virginio Gilberti in un contesto tradizionale, quello del castello di , ponendole – quasi nascoste – in un dialogo costante con gli ambienti del maniero bassaiolo: uno dei luoghi più suggestivi e forse meno conosciuti del Bresciano.

L’appuntamento con l’inaugurazione è l’11 agosto alle 18.30 a Palazzo Martinengo, in via Musei 30.

Una delle opere di Domenico Lusetti ritratte da Virginio Gilberti
Una delle opere di Domenico Lusetti ritratte da Virginio Gilberti

SPETTRI DI LUCE, LE OPERE DI GILBERTI, UNA MOSTRA GENERATIVA

Non ho un ricordo nitido della partenza dell’esperienza di Padernello e dell’idea di recupero del suo Castello, ma forse Padernello generativo lo è sempre stato. Siamo agli inizi degli anni 90. E’ un progetto che parte veramente dal basso, da un gruppo di amici che decide che un luogo ricco di fascino e di storia come il Castello di Padernello non può finire. Ecco che allora si mettono in campo capacità, competenze, energie perchè il maniero torni a nuova vita. Le idee diventano progetti nel 2005, nasce la Fondazione Castello di Padernello e attraverso la Fondazione si mette in campo il restauro del bene architettonico ed il suo riutilizzo come sistema culturale. Tra i soci Fondatori c’è anche Virginio Gilberti, fotografo, grande appasionato della storia dell’arte e della cultura. La nostra amicizia inizia in quel periodo entrando nel gruppo dei “generativi”.

Ma cosa significa essere generativi? Essere generativi significa “mettere al mondo” e”prendersi cura” di quanto generato così che questo possa crescere e fiorire. Tale dinamica, se letta in chiave sociale, può riguardare la nascita o la rinascita di un luogo, di un servizio, un’impresa, una relazione, una nuova forma sociale, un progetto.

La generatività sociale è quindi un nuovo modo di pensare e di agire personale e collettivo che racconta la possibilità di un tipo di azione socialmente orientata, creativa, connettiva, produttiva e responsabile, capace di impattare positivamente sulle forme dell’innovare, dell’abitare, del prendersi cura, dell’organizzare, dell’investire, immettendovi nuova vita.

Ecco credo che l’esempio della mostra “Spettri di Luce, le opere di Giberti” sia particolarmente adatto a dimostrare come la Fondazione Castello di Padernello sia generativa. L’idea della mostra sullo scultore Domenico Lusetti, in corso al castello dal 24 Marzo 2018 al 30 Novembre 2018 nasce dal basso da un gruppo di amici collezionisti, animati da grande passione e competenza, che incrociano la nostra Fondazione. Ma è inoltre altrettanto generativa l’idea di Virginio Gilberti di fotografare le opere di Domenico Lusetti negli spazi più nascosti e reconditi del Castello. Gli scatti quindi hanno generato una nuova mostra, che lasciata libera diventa un nuovo modo di raccontare il Castello e l’arte. Da Brescia, da Palazzo Martinengo, inoltre il visitatore potrà recarsi a Padernello per vedere la mostra di Lusetti in una circolarità generativa preziosa, di grande valore.

A Virginio Gilberti, un vivo ringraziamento per sua grande e preziosa collaborazione, confidando che sempre più apra i suoi confini alla genialità ed alla creatività, portado a tutti noi frutti di grande bellezza.

Domenico Pedroni

Presidente fondazione Castello di Padernello

Una delle opere di Domenico Lusetti ritratte da Virginio Gilberti
Una delle opere di Domenico Lusetti ritratte da Virginio Gilberti

CASTELLO DI PADERNELLO, SPETTRI DI LUCE

Non c’è malinconia, nelle opere di Virginio Gilberti, nonostante la bellezza assuma la vibrazione di un “esserci” struggente. Né questi corpi eterni degli spiriti hanno un lato inquietante.

Placati, gli spettri della luce.

Rivelati, con le ombre d’inverno indaco e arancione, sono presenze eterne.

E’ la vita che ritorna, che attende.

E’ la bellezza primaria come fonte costante di gioia che non si estingue, con il passare delle generazioni. Sono le generazioni precedenti che vegliano amorosamente i figli dei figli, come se guardassero alla finestra di un immenso giardino, in cui noi tutti stiamo vivendo.

Gilberti trova il punto in cui questo flusso di gioiosità benigna fatta di sguardi silenziosi, alimenta, dal passato, le donne e gli uomini del presente.

E’ prestando attenzione a questo registro che dovremmo, sala per sala, percorrere le stanze di queste splendide impressioni metafisiche. Impressioni, come se fossero di un istante. Metafisiche, perchè i corpi delle sculture e gli scatti fotografici stessi, si collocano in una dimensione eterna, che pone le radici nel fisico e la chioma in un punto che sta al di là del sensibile.

Opere di intensa poesia affettuosa, umanissima, fino a diventare sovrumana senza mai un tono che accondiscenda al dolore o al noir.

Ammirevole sensibilità è creare, come Gilberti, una consustanzialità tra vibrazioni di luci e materializzazioni.

C’è sempre una sintonia, tra corpo e marmo, tra vetri e colori dei corpi.

Un’eleganza che coglie la sensibilità di queste amate ombre che non perdono il contatto. Che ci guardano dalla finestra, che si guardano tra loro. Lungo soffitte, stanze, scalinate, polverosi labirinti dei luoghi remoti di un castello che emerge dalle acque.

Bernardelli Curuz

Una delle opere di Domenico Lusetti ritratte da Virginio Gilberti
Una delle opere di Domenico Lusetti ritratte da Virginio Gilberti

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