Gelato, settore senza crisi. Massetti: quello vero è l’artigianale

Un prodotto che non conosce crisi, nonostante, in questa calda estate, a “raffreddarsi” siano stati proprio i prezzi al consumo

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Gelato artigianale a Brescia
Gelato artigianale a Brescia

Un prodotto che non conosce crisi, nonostante, in questa calda estate, a “raffreddarsi” siano stati proprio i prezzi al consumo. Stiamo parlando del gelato, prodotto per eccellenza cui gli italiani e i bresciani in particolare, sembrano proprio non saper rinuciare. È quanto emerge dal recente Studio di Lombardia, che ne ha stimato una spesa bresciana di quasi 42 milioni di euro (41,6 milioni per la precisione – anno di riferimento 2017). Il 2,3% dell’intera spesa nazionale di 1,8 miliardi.

È calcolata sulla base degli ultimi dati disponibili la spesa delle famiglie italiane per gelati, artigianali e non, di 1.833 milioni di euro, in aumento del 5,2% rispetto all’anno precedente. Una media di spesa stimata per famiglia che è più alta al Nord, con 77 euro per famiglia, seguita dal Centro con 75 euro e dal Mezzogiorno con 58 euro. Poco meno della metà dei consumi di gelati (il 46,9%) si riferisce alle prime quattro regioni, e oltre due terzi (68,9%) dei consumi si concentrano nelle prime sette regioni. In Lombardia si registra un consumo di gelati per 345 milioni di euro, pari al 18,8% del totale nazionale. Ed è addentrandosi nell’analisi del consumo di gelati per provincia dove emerge al primo posto Roma con una spesa delle famiglie di 149,8 milioni di euro, seguita da Milano con 119,6 milioni, Torino con 81,5 milioni, Napoli con 64,5 milioni e Brescia quinta provincia con 41,6 milioni (il 2,3% della spesa nazionale totale). Segue Bologna con 37,4 milioni, Bergamo con 36,0 milioni, Firenze con 34,1 milioni, Genova con 32,7 milioni e Padova con 30,3 milioni.

Una vocazione altamente artigianale quella del comparto preso in esame dello Studio: nel primo trimestre 2018 in Italia delle 12.207 imprese di gelateria, il 71,5%, pari a 8.729 unità, sono imprese artigiane; con una dimensione media di 2,2 addetti per impresa nel comparto lavorano 26.730 addetti di cui 19.110 nell’artigianato.

Tra le maggiori regioni – con almeno 500 – la maggiore vocazione alla gelateria artigiana si rileva nel Veneto con il 79,8% delle imprese che sono artigiane, seguita dal Piemonte con il 77,0%, Sicilia con il 75,7%, Emilia-Romagna con il 74,1%, Puglia con il 73,3%, Lombardia con il 69,2%, Campania con il 69,0%, Toscana con il 68,1% e Lazio con il 57,0%. Tra le altre regioni quote elevate per Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Basilicata e Friuli Venezia Giulia. Tra le maggiori province Brescia può contare, sul totale delle 283 imprese registrate al I trimestre 2018, di ben 212 imprese tipicamente artigiane, il 74,9% del totale, quota superiore rispetto alla media nazionale e regionale.  

Il presidente di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia : interviene sulla tutela del prodotto, e dei consumatori, sottolineando il rischio del proliferare di catene che si spacciano per artigianali, ma di fatto utilizzano un eccesso di ingredienti semi industriali: «I consumi delle famiglie bresciane di questo prodotto premiamo e confermano la genuinità del gelato artigianale. Un settore che muove l’economia e contribuisce a mantenere alta la bandiera del food Made in Italy nel mondo la cui produzione merita di essere sostenuta, valorizzata e difesa. È il caso di alcune catene di prodotto emulsionato che non è un vero e proprio gelato, ma un’emulsione creata da una macchina speciale e queste attività si fregiano in modo errato di un termine che non le identifica come artigiane per nulla. Ben diverso da quello servito nelle gelaterie tradizionali artigiane che deve essere prodotto soltanto partendo da latte, uova, zucchero e frutta, nel rispetto di queste materie prime e delle tecniche di lavorazione tradizionali e con un’attenzione sempre più diffusa a soddisfare particolari esigenze dietetiche o legate a intolleranze alimentari della clientela. I clienti controllino il cartello, che deve essere esposto al banco, con l’ordine di tutti gli ingredienti utilizzati per avere consapevolezza di ciò che si sta comprando».

E c’è un’altra “dolce” notizia per gli appassionati. I listini, infatti, nonostante il clima estivo si sono “raffreddati”. A giugno 2018 l’indice dei prezzi dei gelati in Italia è sceso del 2,2% a fronte della stazionarietà nell’Euro zona; tra i maggiori Paesi Uem il trend dei prezzi è negativo anche in Spagna (-1,1%), più stabile in Francia (+0,3%), mentre si registra un aumento (+0,9%) dei prezzi dei gelati in Germania.

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